Liceo Scientifico: Inaugurato il monumento a Benedetto Rosetti di Paolo Annibali

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Di Elena Cardola

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sfonda metaforicamente i limiti del tempo e dello spazio il volto di Benedetto Rosetti, nella stele dello scultore Paolo Annibali inaugurata ieri mattina nell’atrio del Liceo Scientifico cittadino che dal giovane soldato sambenedettese, morto nel 1915, prende nome. La fisionomia in bronzo del giovane, ricostruita dall’artista grazie ad una piccola e sfocata fotografia, si affaccia dal passato sul presente superando la barriera di plexiglass che, nelle intenzioni, indica proprio la valenza aspaziale ed atemporale della vicenda umana del ragazzo morto sull’Isonzo.

La stele è stata scoperta nel corso di una breve ma significativa cerimonia che ha visto la presenza, tra gli altri, del presidente della Provincia D’Erasmo, del sindaco Gaspari, del vicario del Vescovo don Romualdo Scarponi, e dei familiari di Benedetto Rosetti, un anziano nipote e tre pronipoti, invitati a partecipare all’evento. Ad accogliere gli ospiti la Dirigente Scolastica, Stefania Marini, che ha introdotto i vari interventi succedutisi nel corso della cerimonia, da quello dell’artista, peraltro docente nell’istituto superiore, che  ha illustrato la genesi e le finalità dell’opera, a quello del professor Antonio De Signoribus, che si è soffermato sul dramma della Grande Guerra nell’immaginario collettivo ed artistico, a quello del professor Giancarlo Brandimarti che ha ricostruito la vicenda personale e bellica del soldato che, pur ferito, riprese a combattere in una delle prime battaglie di quel conflitto mondiale, le cui celebrazioni si chiudono proprio in questi giorni. Interventi collegati dagli  intermezzi musicali curati da Simone Costanzi, Laura Ferrari e Chiara Iozzi e chiusi dalla Dirigente che, rivolgendosi in particolar modo agli alunni presenti in rappresentanza delle varie classi dell’istituto, ha sottolineato, anche in concomitanza con le prossime festività natalizie, lo spirito di pace, condivisione e memoria alla base dell’opera che arricchisce non solo il liceo Rosetti ma l’intera città.

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