Papa Francesco: al Jesuit Refugee Service, “accompagnare, servire, difendere i diritti dei rifugiati”

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Chiesa“Il fenomeno delle migrazioni forzate è oggi drammaticamente aumentato. Folle di profughi partono da diversi Paesi del Medio Oriente, dell’Africa e dell’Asia, cercando rifugio in Europa. L’Alto Commissariato per i Rifugiati delle Nazioni Unite ha valutato che ci sono, in tutto il mondo, quasi 60 milioni di rifugiati, la cifra più alta dalla 2ª Guerra Mondiale. Dietro queste statistiche ci sono persone, ciascuna con un nome, un volto, una storia, e la sua inalienabile dignità di figlio di Dio”. Lo ha detto sabatomattina Papa Francesco ricevendo una delegazione del “Jesuit Refugee Service” (Jrs) in occasione del 35° anniversario della fondazione. P. Pedro Arrupe, allora superiore generale della Compagnia di Gesù, “aveva sperimentato l’esplosione della bomba atomica a Hiroshima” e “si rese conto delle dimensioni di quel tragico esodo di profughi”: “Vi riconobbe una sfida che i Gesuiti non potevano ignorare, se volevano rimanere fedeli alla loro vocazione”. Tre i punti fondamentali della missione del Jrs: “accompagnare, servire, difendere i diritti dei rifugiati”: “La scelta di essere presenti nei luoghi dove c’è maggiore bisogno – ha detto il Papa -, in zone di conflitto e di post-conflitto, vi ha resi internazionalmente conosciuti per essere vicini alla gente, capaci di imparare da essa come meglio servire”.

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