A tu per tu con Alessandro D’Avenia, intervista in esclusiva per ancoraonline.it

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Martedì 11 novembre, presso la “Fortezza da Basso” di Firenze Alessandro D’Avenia ha portato la propria testimonianza al 5° Convegno ecclesiale nazionale ‘In Gesù Cristo il nuovo umanesimo’.
Al termine del suo intervento (di seguito al video) lo abbiamo raggiunto per porgli alcune domande.

“Per educare bisogna essere educati”. Per questo “sono necessari almeno 20 minuti di preghiera al giorno”, ha detto Alessandro D’Avenia, docente nelle scuole superiori secondarie e scrittore, richiamando Santa Teresa nel suo intervento sulla via dell’educare al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze. “Dio è entusiasmante perché non smette di entusiasmare”, ha aggiunto D’Avenia che ha anche richiamato “il primo sguardo di mio padre e mia madre che si vedono per la prima volta: in quello sguardo c’è potenzialmente un Big Bang. Risuona lì l’amore di Dio”. “L’arte di educare – ha affermato – è l’arte di fare esperienza della vita, perché non ci sono soluzioni preconfezionate”. Ma “diamo il tempo all’eternità di educarci?”, si è chiesto D’Avenia. Perché “se non facciamo questo, trasferiamo solo il soffio corto delle nostre esperienze e delle nostre ferite”. Di fronte all’inadeguatezza che colpisce educatori e genitori, D’Avenia ha detto che è ora di smettere di chiedersi: “Di chi è la colpa?”. “Basta con questi sensi di colpa”, ha affermato lo scrittore, per il quale “ci vuole invece senso di responsabilità”. “I ragazzi – ha concluso D’Avenia – scrivono che sono alla ricerca della cosa per cui vale la pena morire, perché solo individuando quella si capisce il motivo per cui vale la pena di vivere la vita”.

Alessandro

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