Libia: Strazzari (analista), “governo di unità nazionale e distensione regionale”

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L’appoggio ad un governo di unità nazionale in Libia con “la scommessa su una distensione regionale”, è “l’unica strada percorribile” per smorzare le tensioni e contrastare l’avanzato dello Stato islamico nel Maghreb. Altrimenti si rischia che il conflitto interno degeneri, provocando addirittura la migrazione dei libici sui barconi. È il parere di Francesco Strazzari, docente di relazioni internazionali alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, che analizza la situazione dopo le minacce alle navi italiane di aver sconfinato in acque libiche e l’ennesima profanazione del cimitero italiano di Tripoli. Nei giorni scorsi Italia, Egitto e Algeria si erano incontrati ad Algeri ed avevano riconfermato la disponibilità italiana ad appoggiare un governo di unità nazionale. Intanto il tedesco Martin Kobler succede a Bernardino Leon come capo della Missione Onu in Libia. “Con le minacce – spiega Strazzari – i due governi contrapposti, quello di Tobruk e quello di Tripoli (retto da milizie islamiste che stanno portando avanti un processo di islamizzazione) hanno imposto uno stop che ha fatto vacillare il progetto di un governo di unità nazionale. La comunità internazionale ha confermato questa opzione, nominando un primo ministro e portando al paradosso di tre possibili governi in Libia. Così si è entrati in una fase di stallo. La alternative sono due: una maggiore deriva per bande o dare credito alla soluzione piena di compromessi della comunità internazionale con l’avallo anche dell’Italia”.

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