Cardinale Bagnasco: aiutare le donne a non abortire e stare vicino ad anziani

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“Non si può lasciare da soli una donna che sta per diventare madre, ed è in oggettive difficoltà, o un malato che è rimasto solo nella vita e ha bisogno di tutto”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, al suo arrivo al convegno “Un nuovo umanesimo” organizzato dalla parrocchia dell’Ospedale Gaslini di Genova. Per il card. Bagnasco, quindi, è la società che si deve attivare “attraverso delle reti, non solamente istituzionali, anche se queste sono indispensabili, ma anche volontaristiche e di affetto” per fare in modo che “queste solitudini possano diventare delle compagnie e allora la qualità della vita può esistere”. “Nel contesto culturale occidentale – ha aggiunto il cardinale – la vita non è più un valore inviolabile, non è considerata qualcosa di indisponibile”. Per il cardinale, invece, “in una visione non solo religiosa, ma puramente ragionevole, la vita è un dono dato che nessuno si dà, è qualcosa che riceviamo, che è più grande di noi, che ci precede e che pertanto dobbiamo accogliere con gratitudine e conservare con amore, non soltanto però da soli ma dentro un contesto, una rete che oggi è diventata più fragile”.
Il cardinale ha parlato anche dei “rischi della soggettività forsennata, dell’eclissi di Dio e dell’uomo, di un concetto di libertà che sfocia in una libertà sciolta, liquida, rispetto a ogni valore superiore”. “Tutto questo – ha aggiunto – oggi lo viviamo ancora più di venti anni fa” quando è stata pubblicata la “Evangelium vitae” di Giovanni Paolo II. Infatti, “in questa società, questa cultura, che crea una società molto isolata ed individualista, diventa sempre più difficile prendersi cura della vita in tutte le sue forme, dalla vita nascente, concepita e poi in tutte le sue fasi fino all’ultimo momento”.

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