VIDEO Comunanza commemora i caduti di tutte le guerre

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ComunanzaDi Massimo Cerfolio

COMUNANZA – Il 4 novembre è la Giornata delle Forze Armate e della commemorazione dei caduti di tutte le guerre, del ringraziamento ai militari in servizio, in Italia e nelle missioni internazionali all’estero.

La festività del 4 novembre è stata istituita nel 1919 ed è durata fino al 1976: è l’unica festa nazionale che sia stata celebrata dall’Italia prima, durante e dopo il fascismo. In occasione del 4 novembre e dei giorni immediatamente precedenti le più alte cariche dello Stato rendono omaggio al Milite Ignoto, la cui salma riposa presso l’Altare della Patria a Roma, e si recano in visita al Sacrario di Redipuglia dove sono custodite le salme di 100.000 caduti nella guerra del ’15-’18, nonché a Vittorio Veneto, la località in cui si svolse l’ultimo confronto militare della Grande Guerra fra Esercito italiano ed esercito austro-ungarico. Il prezzo pagato era stato altissimo: oltre 4 milioni di soldati mobilitati di cui 250.000 giovani appena diciottenni, 600.000 morti e 1.500.000 feriti, 400.000 civili che avevano abbandonato le proprie case sulla linea del fronte.
I primi monumenti e l’apposizione di lapidi commemorative si attribuiscono ai combattenti ed i reduci che con il sostegno delle comunità locali avviarono il culto della memoria dei commilitoni caduti.

Anche Comunanza ha voluto onorare la memoria come di consueto negli anni.
In anticipo rispetto alla cadenza annuale, approfittando della Domenica giorno di festa, per poter permettere ai cittadini di onorare i caduti con la loro presenza.
Dopo la Santa Messa, in processione si è raggiunto il monumento ai caduti situato al centro del paese, procedendo alla benedizione della ghirlanda, per poi deporla al fianco del monumento. Tanti i cittadini intervenuti per rendere omaggio, alla presenza di autorità civili e militari e rappresentanti di associazioni, che ogni anno con la loro presenza non fanno mancare la loro vicinanza, per coloro che hanno perso la vita per un epilogo negativo della nostra storia. E allora il messaggio per tutti è di iniziare a costruire mattone dopo mattone un mondo di pace per non ripetere gli enormi errori del passato, mai risanabili. Invitiamo tutto il mondo a gridare all’unisono l’indimenticabile frase di Giovanni Paolo II: “Mai più la guerra, mai più, mai più!

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