“Strana… mente artista” a tu per tu con Antonio Lera

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AntonioDi Carlo Gentili

Leggi le precedenti interviste a Tiziana MarchionniMilena BernardiniBarbara Tomassini e Paolo Piunti

PICENO – Questa settimana abbiamo intervistato Antonio Lera

Con Caffè Letterario Antonio Lera è all’ottava pubblicazione; libri precedenti: Immagine e Sogno (ECO Edizioni), Semi di Adolescenza (Edizioni Tracce), Anfiosso (Edizioni Tracce), Neroazzurro: il colore dell’anima (La Stamperia dell’Arancio), Agape (Canalini e Santoni Editori), L’Aquila bella mia (Flavius Edizioni) presentato a UNO MATTINA Estate, La Mia Via (Flavius Edizioni).

Perché si avverte il bisogno di scrivere poesie? Cosa intendi trasmettere con le tue opere? Parlaci del tuo rapporto con l’operazione artistica
La vita può e dev’essere un’opera d’arte, possiamo scrivere e tratteggiare noi stessi. Basta solo una penna per ‘tirarci fuori’ e proiettarci nel processo creativo, senza aspettative o con la curiosità e il divertimento dello stare in questo linguaggio. Il mio rapporto con l’operazione artistica mi porta a dire che la creatività si vive: è un processo complesso che produce un’influenza costruttiva su tutta la mia vita”.

Se dovessi spiegare in poche righe il tuo pensiero artistico o filosofico ad un ragazzino, cosa gli diresti?
Gli farei respirare le suggestioni del Caffè letterario che ho ideato e di cui sono Direttore Artistico che ha per oggetto l’ amore del bene comune nel rispetto delle diversità.

Con quale segni, ricercatezze, particolari o simboli caratterizzi la tua arte? Quali riferimenti sintetizzano il tuo mondo artistico, tanto da renderlo riconoscibile?
La mia ricerca espressiva che costeggia costantemente l’idea prevalente della necessità dell’utilità del messaggio artistico-letterario, insegue il prodotto finale, ovvero cosa arriva veramente al lettore. L’elemento chiave del mio mondo artistico è che il codice o veicolo dell’espressione perde parzialmente il controllo a favore del messaggio o significato dell’espressione artistica, tenendo sempre presente che devo esercitare attentamente il suo innesco e controllo. Se il risultato artistico appare inizialmente poco prevedibile, dev’esserci dall’inizio una potenziale grandezza del costrutto e del suo filamento formale che non limiti affatto l’esperienza estetica. La priorità degli impieghi allegorico, metaforico e simbolo, non deve mai offuscare il letterale, né esaltarlo, restando canovacci artistici scelti per significare le qualità dominanti dell’opera artistica. Per me la Natura è un tempio dove le mie incerte parole mormorano pilastri che appaiono sempre vivi. La mia poesia è una foresta di simboli che attraverso come uomo rendendo i loro sguardi familiari. Echi che a lungo e da lontano tendono a un’unità profonda. Suoni, colori, profumi. Appaiono come trionfante ricchezza che tende a donare se stessa allo spirito rivelando l’enormità dell’esperienza sensoriale. Spesso mi capita anche che sia la Natura stessa a parlare ed io sia solo un umile trascrittore di parole in un linguaggio a volte analogico a volte alogico con l’idea che s’esprima da sé l’universale, come dovesse accadere in modo assai naturale la rivelazione della verità assoluta o metafisica che può diventare un atto mistico o magico che si costruisce però come un mondo non autonomo e mai troppo separato dalla realtà.

Pensi che l’arte possa incidere nell’educazione e nella cultura?
Assolutamente si. La parola Agape in cui si fonda tutto il mio significato artistico attiene all’unica forma di socialità e amore che può rapire incondizionatamente l’animo e disvelare l’umano, ovverosia il perdono, inteso letteralmente come “dono per”, nelle dimensione del dare/darsi o anche come “dono x”, moltiplicato, come una serie di chimismi a cascata, volti a creare ponti di comunicazione e di cooperazione sociale e civile a partire dal contesto culturale.

Perché l’Italia-Patria dell’arte- è così disattenta all’arte ed alla cultura? Cosa si potrebbe fare per trasmettere e divulgare al meglio l’arte?
Bisogna ricreare i cenacoli artistico-letterari, io ho fondato a tal scopo il Movimento Culturale “Artisti e poeti benedetti” che attraverso il Caffè Letterario diffonde sul territorio nazionale la cultura dell’Agape, ovverossia dell’Amore condiviso, inteso anche come amore dimorante, perdonante, perdurante.

I tuoi tuo ricordi piu’ belli legato all’arte, alla poesia?
Le soddisfazioni piu’ grandi tra i numerosi successi a premi letterari ricordo con particolare piacere le affermazioni nel prestigioso premio letterario nazionale “Aldo Spallicci” di Castrocaro Terme, negli anni 2005 e 2006. Inoltre sono grato a tutti coloro che hanno scritto e parlato di me, tra cui cito: Mauro Laeng (Autore della Enciclopedia Pedagogica Italiana), Mario Pazzaglia, (Autore dell’Antologia della Letteratura Italiana), Angelo Sagnelli (Poeta, Critico Letterario e Curatore del Caffè Greco e dello Spoleto Festival Art), Luigi Devoti e Nicola Avellino (Presidenti dell’ AMSI (Associazione Medici Scrittori Italiani), Dacia Maraini (Scrittrice), Fabrizio Frizzi (Conduttore Rai ), Giampiero Mughini (Giornalista e Scrittore), Paolo Di Mizio (Inviato Speciale TG5), Bruno Mobrici (Inviato Speciale TG1).

Arte come altruismo o arte come espressione individualistica? Arte come espressione personale o come impegno sociale?
Mi capita spesso di frugare nei luoghi della mia umana debolezza, per scoprire se attraverso l’arte continuerò a dirmi e a dire chi siamo e dove andiamo. Luoghi magmatici questi miei anfratti, dove il termine “arte” è si sposa a fenomeni poco più che neonati e al massimo adolescenti. E ancora non si sa se arriveranno alla maggiore età. La riflessione letteraria mi porta a misurarmi con il diritto di vivere, di mangiare, di creare, di muovermi, di essere felice con la quantità di denaro che mi capita di avere, come se quella non fosse però la vera misura del mio valore. Il mio valore lo cerco nella dimensione relazionale ed emozionale ed il linguaggio artistico è per me lo strumento privilegiato che mi consente di vedere me stesso al servizio delle necessità della gente che abbisogna non soltanto di cibo, casa, assistenza sanitaria ed istruzione, poiché soddisfa appieno se stessa solo nella ricerca e nel raggiungimento della conquista dell’amore. Aveva ragione in parte, Fyodor Dostoevsky, quando sosteneva che la bellezza salverà il mondo, poiché anche nella poesia ciò che conta di più, non è la forma ma il cambiamento che produce nel lettore il messaggio poetico. E dunque l’amore che attribuisce importanza all’aspetto sensibile dell’opera attraverso cui la mia umanità artistica esercita un costruttivo impegno sociale nell’idea sempre più fondante che io non possa e non debba perdere altro tempo e lavorare alacremente per la creazione di nuove e fruttuose relazioni, volte alla realizzazione dell’idea che caratterizza AGAPE, l’ ultima delle Associazioni di cui ho fatto parte, da me creata per favorire la ricerca e lo sviluppo dell’amore del bene comune nel rispetto delle diversità, anche artisticamente parlando.

Il tuo mondo di fantasia è popolato da …..
Non posso stabilire di preciso quando sia cominciata la mia produzione artistica e quanto abbia subito l’influsso del mondo fantasy, a partire dalle leggende, alle storie epiche per finire sul mondo mitologico, senza parlare poi dei personaggi magici, la cui comparsa risale alla notte dei tempi. Certo forse il mio rapporto con la natura, la mia esegesi dell’essere, configura una dimensione vicina all’uomo, in cui tutto prende forma e anima. Alla pioggia, al vento, alle piante, all’acqua, a qualsiasi evento, mi pregio di attribuire un carattere emozionale, trasfondere cioè la capacità dell’umana gente di provare stupore.

L’artista è solo un sognatore bohemien staccato dalla realtà o concentra in sé una personale visione del mondo che la società deve saper ascoltare?
L’artista per me deve amalgamarsi con la realtà sociale, e non già lasciarsi ingannare dalla stessa ambizione artistica che potrebbe paradossalmente imprigionare l’espressione artistica, con danno irreparabile arrecato all’arte stessa. L’unica cosa che possiamo fare, al fine di evitare che ciò avvenga, è mettere coscienza su quello che scriviamo; affidare consapevolezza ad ogni struttura ed immagine poetico – letteraria, affinché si possa riuscire a trasmettere un messaggio invisibile, che agirà a livello “sottile” non solo su di noi”.

Arte e spiritualità nella tua opera. Spirito Religioso o misticismo laico entrano nel tuo percorso artistico?
L’arte è indirizzata in ogni mia opera a sviluppare la coscienza umana ed a mantenere il contatto con il divino. Faccio attraverso il caffè letterario,quello che si faceva nelle botteghe rinascimentali, dove venivano trasmessi anche insegnamenti “esoterici” che consentivano di utilizzare in modo appropriato linguaggio ed archetipi.

Email: alcaffeletterario@libero.it
Pagina Facebook: Caffe Letterario San Benedetto del Tronto
Profilo Facebook: Agape Antonio
Indirizzo Caffè Letterario: Via U. Bassi San Benedetto del Tronto

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