Giubileo, i romani faranno la differenza

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RomaOra che lo psicodramma del sindaco Marziano si è definitivamente consumato con l’evocazione del delitto politico con tanti sicari e un solo mandante… Nell’attesa che i romani scelgano un sindaco degno della Capitale del Paese e dei suoi immensi problemi… Nella speranza che i cattolici romani vogliano finalmente prendersi quella parte di responsabilità che spetta loro nel governo di una città che ha un’intrinseca vocazione sovranazionale…
Ecco, nell’attesa che tutto questo si dispieghi e si realizzi nella libera democrazia di cui godiamo, già intravediamo profilarsi all’orizzonte l’evento di Chiesa che Roma coinvolge e che i romani vivranno insieme con i pellegrini provenienti da tutto il mondo. Manca poco più di un mese all’avvio del Giubileo della Misericordia. Quaranta giorni non basterebbero neppure a Superman per rimettere tutte le cose a posto e garantire un’accoglienza perfetta. Neanche un bravo uomo delle istituzioni come Francesco Paolo Tronca, appena nominato commissario, e il prefetto di Roma Franco Gabrielli, possono garantire miracoli. Ma una svolta sì, un’applicazione ai problemi più urgenti sì, una tregua operosa certamente sì. Ecco, noi conosciamo i romani e speriamo che dove non arriveranno i servizi pubblici (in grave ritardo, purtroppo), supplirà la generosità popolare.
I romani conoscono bene la differenza fra turisti e pellegrini. Pur in questi tempi dominati dal consumismo e da un finto benessere, il pellegrino è mosso da un fine più alto. In fondo, ai romani basterebbe mettersi in sintonia con questa domanda di spiritualità che non ha bisogno di molto. Forse solo di un po’ di pace e di silenzio al momento giusto. Magari accompagnati da un sorriso che non guasta mai. Tutti i cattolici gliene sarebbero grati.

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