FOTO Conferenza a Montelparo sul movimento franoso in atto da secoli e la frana storica del 2 febbraio 1703: per non dimenticare!

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Giuseppe Mariucci con il contributo del Geologo Cristian Mostardi

MONTELPARO – Con la collega geologa Stefania Scendoni, il nostro Cristian Mostardi ha programmato a Montelparo, nella scorsa fine settimana, un geo-evento per la terza edizione della “Settimana del Pianeta Terra”. Una settimana tutta dedicata alla divulgazione delle scienze della terra a tutto tondo, dall’applicazione, alle opere edili, alla paleontologia! Dal rischio sismico al rischio idrogeologico, dalle escursioni naturalistiche alle lezioni nelle aule scolastiche, etc. Per la giornata del 24 ottobre, prendendo spunto da una frana, probabilmente innescata da quel terribile terremoto del mattino del 2 febbraio del 1703 che distrusse la parte alta dell’abitato di Montelparo, hanno pensato di organizzare una conferenza sulla storica frana del colle elparense dal titolo “Montelparo: 2 Febbraio 1703, distruzione di gran parte dell’abitato causata da una frana”.

Cornice dell’evento, la bellissima sala conferenze dell’ex chiesa Santi Pietro e Silvestro ora adibita a Centro culturale.

Dopo una breve introduzione di Stefania Scendoni, Cristian Mostardi dava il via al Convegno concedendo la parola, per i doverosi saluti, per primo al Sindaco Marino Screpanti. Era la volta quindi dell’Ordine regionale dei Geologi con il suo consigliere Daniele Mercuri e del Priore-Parroco della Parrocchia di San Michele Arcangelo di Montelparo. Padre Agostino Maiolini, ha saputo suscitare interesse ed attenzione con le sue belle parole e ha trasmesso un brivido citando alcuni passi di quanto Papa Bergoglio ha recentemente scritto, tra l’altro, nella “LETTERA ENCICLICA LAUDATO SI’”: “«Laudato si’, mi’ Signore», cantava San Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia….Noi non siamo i dominatori della natura. Siamo parte della natura. Siamo Terra. Siamo figli della Terra…….Bisogna ascoltare il grido della terra che è anche il grido dei poveri!….”.

Aveva quindi inizio il convegno che vedeva affidato il primo intervento alla dottoressa Letizia Ferracuti che ci ha introdotto nella visione antropologica dei terremoti attraverso divinità, culti, paure e voti.

A seguire la relazione del docente di geodinamica e geologia strutturale dell’Università di Urbino, il professor Marco Menichetti, con l’intervento “Geodinamica e sismicità nell’Appennino e nell’area marchigiana”. Egli ha spiegato, in modo chiaro e semplice, come si sono evoluti i continenti e come si sono formate le catene montuose delle Alpi e dell’Appenino e la natura dei terremoti attraverso la conoscenza delle faglie. La prima parte della mattinata, prima di un breve break, terminava con la relazione del ricercatore dell’Università di Camerino Dottor Domenico Aringoli, che ha illustrato, attraverso l’intervento “Geomorfologia del colle di Montelparo”, un suo lavoro pubblicato in un’importante rivista scientifica di lingua inglese su come interpretare i dati per eseguire un modello tridimensionale proprio del colle di Montelparo.

Con il Geologo Sergio Ioiò si passava quindi a esaminare in dettaglio il movimento franoso (“Primi studi sul movimento franoso del centro storico di Montelparo”). Egli, visibilmente commosso, ricordava che nel 1966 pubblicò il primo studio sull’argomento! Bellissime ed eccezionalmente esplicative le foto che ha mostrato.

Dopo lo storico studio prendeva la parola il geologo Fabrizio Pontoni che, con una relazione dal titolo “La frana di Montelparo: diagnosi, monitoraggio ed interventi”, esponeva lo studio del 2.000 della Geoequipe di Tolentino di cui fu parte attiva. Sicuramente, visto l’argomento, questa relazione era la più attesa da parte degli intervenuti di Montelparo, soprattutto per le fondate paure (ma qualche volta anche visioni più vicine alla mitologia che alla realtà per riprendere il discorso della dottoressa Ferracuti!) che da secoli avvolgono la popolazione. Il geologo Pontoni ha sostenuto, dati scientifici alla mano, che gli interventi adottati negli ultimi 20 anni hanno, in linea di massima, funzionato ed ha illustrato anche le tecniche innovative che permetterebbero altri risolutivi interventi.

La mattinata si concludeva con l’intervento della vice-coordinatrice del Gruppo Comunale di Protezione civile di Montelparo, l’architetto Patrizia Santori. Ella ha riferito circa l’importanza di un gruppo comunale di Protezione e del Piano di Emergenza con l’intervento “Il Piano di Emergenza del Comune di Montelparo”.

Un appassionato pubblico ha potuto assistere ad un evento coinvolgente come ce ne vorrebbero tanti! I relatori, di alto livello, hanno d’altro canto saputo trattare un tema delicato e difficile con parole comprensibili e, soprattutto, alla portata di tutti!

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