Duello alla tv americana a colpi di Salmi e di passi evangelici

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televisioneDi Rino Farda

La religione e la tv americana hanno sempre avuto poco da spartire. Rigorosamente e orgogliosamente laica, la programmazione dei canali televisivi negli Usa ha sempre preferito evitare il confronto diretto con i temi legati alla fede e alla trascendenza. Anche il successo di alcune serie come “The Bible” (2013) o il film “Exodus: Gods and Kings” di Ridley Scott (2014), confermano la regola. La religione, in modo particolare quella dei cristiani e quella degli ebrei, per la maggior parte degli autori nord americani è soprattutto “effetti speciali”, “miracoli” e “profeti con i muscoli”. Il Mosè rappresentato da Scott in “Exodus”, per esempio, ha molti più bicipiti che cervello o fede, una figura veramente molto lontana dal racconto biblico.
Nonostante questa distanza apparentemente incolmabile fra la tv americana e il mistero della fede e della grazia, qualcosa di nuovo sta però accadendo anche negli Usa. La scorsa settimana, in una delle trasmissioni serali più famose e seguite d’America, “The Late Show” (è stata per anni il dominio di David Letterman e, fra i suoi ospiti, ha avuto anche diversi presidenti degli Usa, fino allo stesso Obama), il nuovo conduttore, Stephen Colbert ha duettato su Salmi e passi evangelici con un’altra star della tv d’oltreoceano, Oprah Winfrey. Uno scambio di battute che ha suscitato più di una curiosità nei media Usa.
Colbert, il giornalista che ha preso il posto di Letterman, è un cristiano praticante e, dicono le persone che lo conoscono bene, ha una profonda spiritualità. Si tratta però di un aspetto della sua vita che emerge molto raramente nel suo lavoro. La battuta tagliente e la visione spigolosa dell’attualità sono i tratti che lo hanno reso famoso e che il suo pubblico adora. La scorsa settimana, però, il colloquio con Oprah, ospite del programma, ha preso una piega inaspettata. Oprah aveva accettato l’invito di “The Late Show” per promuovere “Credo”, una miniserie di sette documentari sul tema della domanda di trascendente che sono stati prodotti e saranno trasmessi dalla sua rete via cavo.
“Quando ero una bambina e poi ancora da adolescente – ha raccontato Oprah – i miei amici mi prendevano in giro e dicevano che ero una piccola predicatrice. Recitavo versi della Bibbia e salmi”. Colbert non ha perso l’occasione e le ha chiesto quale fosse il suo preferito. Oprah, con altrettanta prontezza di riflessi, ha ribaltato la domanda e, conoscendo bene Colbert, ha chiesto a lui quale fosse il passaggio biblico preferito. Lui ha risposto senza esitazioni: “Matteo 10,26-33”. Il Signore, ha spiegato, “mi dice di non preoccuparmi e io non posso seguire questo comandamento”. Oprah, a sua volta, ha detto che il suo versetto preferito era il Salmo 37,4. “Trova la tua gioia nel Signore, ed egli appagherà i desideri del tuo cuore”. “Sono molto grata a David per questa parola, gioia”, ha spiegato. Ha poi aggiunto. “La parola Signore ha per me un’ampia gamma di significati. Cosa è il Signore? Compassione, amore, perdono, tenerezza. Così è possibile trovare la gioia nel Signore in quelle virtù che il carattere del Signore ha rivelato. Trova la gioia nella bontà, trova la gioia nell’amore, nella tenerezza e nella compassione e il Signore appagherà i desideri del tuo cuore. Questo significa per me che se ti concentri per essere una forza del bene, cose buone verranno nella tua vita”. Colbert le ha chiesto quindi se pensa che ci sia una differenza fra “fede” e “credere”. “Ci sono un sacco di persone che non pensano di avere la fede, ma hanno le loro credenze. Non si può essere nel mondo senza credere in qualcosa, anche se non si tratta di trascendenza. La fede però è un’altra cosa”, ha detto Oprah.
Una piccola conversazione, certo. Troppo poco per fare paragoni con una lezione di teologia all’Università Gregoriana. Ma quello che è avvenuto fra Colbert e Oprah, comunque, non è banale. Parlare di Dio e di fede in tv, in America, non è né facile né scontato. Non ancora.

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