A tu per tu con Elsa Baldini, una santegidiese a Roma

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ElsaDi Sara De Simplicio

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – C’è chi di strada ne ha fatta, e anche parecchia, e da un piccolo paese dell’Abruzzo è riuscito poi a costruire  la propria vita e il proprio lavoro trasferendosi nella capitale. La persona in questione risponde al nome di Elsa Baldini, un’artista a 360° gradi, cantante e insieme insegnante di canto, che a 21 anni ha lasciato la sua Sant’Egidio alla Vibrata per andare a studiare canto a Roma e seguire il suo grande amore, la musica.

Elsa, ci racconti il suo percorso professionale ed artistico fino ad ora.
Io ho amato la musica e il canto da sempre, sin da piccola e già da aragazza iniziai a fare delle serate fino a quando, all’età di 21 anni, decisi di andare a studiare canto a Roma. Qui, per 5 anni, approfondì la tecnica vocalica sotto la guida di Elizabeth Aubry, un’insegnante americana bravissima, diplomatasi al conservatorio di Boston e dalla quale ho appreso moltissime cose. In quegli anni è iniziata anche la mia attività professionale vera e propria con la mia band, “Helsapoppin”, costituitasi nel 1991 e attiva fino al 2000, che si trovava sulla cresta dell’onda: abbiamo così fatto serate in tutta Italia fino a contare più di 1000 concerti in totale. Inoltre, nel frattempo, partecipavo come corista a varie trasmissioni televisive di Rai e Mediaset e  ho continuato ad approfondire gli studi per poi iniziare ufficialmente, nell’autunno del 2000, l’esperienza come insegnante di canto moderno, presso le scuole di Roma, la “Music All” e la “Ladybirdproject”, la scuola sopra Cherubini, che sono state per me un tirocinio fondamentale. Ad oggi insegno presso  la scuola di musica “Stemma” (nella quale tengo mensilmente delle master class con gli allievi più avanzati), alla “Ritmix” a Fiano Romano, alla “Fabbrica della Voce con il maestro Federico Capranica a Roma,sempre alla “Ladybirdproject” ed infine nella sede della Sabina ove risiede “L’accademia del tempo libero”.

Vista la sua lunga esperienza da insegnante, quale ritiene che sia l’insegnamento principale da trasmettere a chi si appresta a studiare canto?
Sicuramente quello di far uscir il proprio talento e di mantenere la propria personalità senza che i tecnicismi e la ricerca della perfetta esecuzione li travolgano. L’insegnamento della tecnica non deve togliere nulla alla natura dell’allievo, che deve comunque essere libero di “essere” e di mantenere la propria identità sonora. Per questo continuo ad aggiornarmi su metodi e fonti diverse di studio per perfezionare sia la mia vocalità sia il mio metodo didattico: l’obiettivo finale è quello di cercare di condurre lo studente ad una naturalezza nel canto, agendo sempre con un doveroso rispetto dello strumento voce.

Come cantante, invece, quali sono le state fino ad ora le sue più grandi soddisfazioni?
Negli anni ho avuto il piacere di collaborare con molti artisti della scena romana, nazionale ed internazionale. Ho fatto per vent’anni la corista televisiva insieme a mio marito e anche delle tournee con Andrea Bocelli, Max Gazzè, Gerardina Trovato, Edoardo Vianello, Tosca, Mario Biondi.. Ho registrato cori anche nel cd “Calypso” di Francesco De Gregori, uno dei miei miti sin da bambina: lavorare con lui è stata un’esperienza bellissima oltre alla realizzazione di un sogno! Comunque, tanti lavori mi hanno lasciato il segno come ad esempio il coro per Fiorella Mannoia e quello per l’ultimo disco di Gabriella Ferri. Forse, però, il ricordo più bello in assoluto è legato a James Taylor: con il coro “Alta Voce”, di cui sono vocal coach e corista, del maestro Federico Capranica, abbiamo avuto l’onore di partecipare nel 2011 al suo concerto nella Sala Conciliazione di Roma. Essere circondata da artisti di questo calibro è appagante e insieme stimolante perché, dopo tanti anni di collaborazioni, nell’ambiente ci conosciamo davvero tutti! Ah, a proposito.. come dimenticare i tempi  in cui, all’inizio della mia carriera, ero amica di Giorgia, anche lei agli albori della sua: si andava all’università insieme, l’una andava a trovare l’altra, si duettava sul palco nelle serate..quanti bei ricordi!

Lei come ama definirsi.. insegnante di canto o cantante?
L’una non esclude l’altra ma diciamo che io mi sento innanzitutto un’artista: la musica è arte e che sia l’insegnamento, il canto o il coaching, io comunque vivo di musica e per la musica. Mi sento legata ad essa a 360° gradi.

Quale consiglio si sente di dare a chi vuole intraprendere un percorso in questo ambito?
Il mio consiglio è quello di non aspettarsi mai nulla e di lavorare con impegno per diventare degli artisti completi: a prescindere dal fatto che la fortuna poi possa toccarti o meno, questo mestiere lo si deve fare non per diventare famosi ma unicamente per passione, per amore della musica. Io lo faccio proprio per questo: la musica è la mia vita, il mio grande amore.

Quali sono i suoi progetti futuri?
Ho in programma un altro disco, sulla stessa linea di quello inciso nel 2010 dal titolo “Soul jazz from the birth” con il gruppo “Elsa Baldini 4et”. Posso affermare che è nel soul-jazz che ho trovato la mia identità artistica: questo repertorio mi ha portato nel maggio del 2013 anche a San Pietroburgo per una mini tournee e ad oggi sto valutando se nel prossimo disco inserire degli inediti o rivisitare in una chiave un po’ più jazz e soul alcuni dei brani del cantautorato italiano a cui sono maggiormente affezionata.

Lei oggi vive felicemente a Roma ma le capita mai di avere nostalgia di Sant’Egidio alla Vibrata?
Certo perché Sant’Egidio è il paese nel quale sono cresciuta e questo non lo si può dimenticare. Quelle strade sono piene di ricordi belli e intensi e per me tornare lì è ogni volta una festa. E’ come riassaporare la mia vita passata, la mia gioventù: quella di ripercorrere la via di casa è sempre una sensazione bellissima.

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