Alla scoperta dello storico legame tra Acquaviva Picena e la Chiesa di San Francesco d’Assisi

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San Francesco Acquaviva Padre Gabriele LupiDi Patrizia Neroni

ACQUAVIVA PICENA – Ad Acquaviva Picena, tra le Chiese presenti sul territorio, spicca su un alto colle, quella di San Francesco d’Assisi.
La sua storia risale al XIII secolo, quando la nobile famiglia Acquaviva, volle costruire Chiesa e convento, per ospitare i seguaci del Serafico frate, dopo che furono affascinati dal carisma di quest’ Ultimo, che in quel momento si trovò a passare per questo paese, mentre visitava le Marche “terra  dei fioretti”. Secondo gli studi, questa Chiesa è il luogo francescano più antico di tutte le Marche. Gli acquavivani sono molto legati al convento, tanto da volervi celebrare la S. Messa almeno una volta l’anno. Per questa occasione, mercoledì 30 settembre don Alfredo ha invitato padre Gabriele Lupi ofm, parroco di Sant’Antonio e Vicario foraneo a presiedere un’Eucaristia votiva di San Francesco. Durante l’omelia padre Gabriele ci ha illustrato Cantico delle creature (o di Frate sole), composto da San Francesco nel 1224 a San Damiano, mettendolo in relazione con la recente Enciclica “Laudato sii” di papa Francesco.

Dal serafico di Assisi riceviamo l’esempio di una vita semplice e di meravigliosa armonia con Dio, con gli altri, con la natura e con se stesso. Questa sua relazione speciale con il creato è anche una dimensione della conversione integrale della sua persona, che gli permette di essere veramente discepolo del Signore, fino a conformare tutta la sua vita al mistero del Crocifisso. Il Cantico è essenzialmente una grande preghiera di lode rivolta al Signore per il Suo creato, all’interno del quale la natura diventa “sorella”, ma anche l’umanità diventa “fraterna”, unica famiglia dei figli di Dio. La Laudato si’ di papa Francesco prende lo spunto da questa prospettiva interiore e spirituale del Cantico delle Creature per motivare le improrogabili esigenze di giustizia verso i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore. In questo modo la relazione di san Francesco con il mondo e con il Signore diventa quanto mai attuale per quanti, fra noi i credenti, vogliamo vivere con maggior entusiasmo e coerenza la sequela di Gesù, ma anche per chi professa e vive un’altra fede o religione, impegnati con noi a costruire l’unica casa comune degli esseri creati.

Prima della benedizione finale, secondo un’antica usanza, sono state benedette le sementi di grano e di granturco, raccolte e portate in Chiesa in un cesto, dai signori Delio Camela, presidente dell’Associazione San Francesco e Cantori di Sant’Antonio e Antonio Rossetti. Per vivere un momento di letizia insieme, tutti sono stati invitati ad assaggiare i gustosi dolci acquavivani. Ringraziamo di cuore padre Gabriele per aver condiviso con noi questa splendida serata.

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