Un milione di bambini con il Rosario in mano per la pace nel mondo

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RosarioBambiniAcsDi Marta Petrosillo
Un milione di bambini che recitano insieme il Rosario per l’unità e la pace. È l’invito che il 18 ottobre, ormai da dieci anni, Aiuto alla Chiesa che soffre rivolge ai più giovani di tutto il mondo. L’iniziativa, chiamata “Un milione di bambini in preghiera”, nasce nel 2005 in un eremitaggio di Caracas, in Venezuela. Mentre un gruppo di ragazzini sta pregando il Rosario, alcune donne presenti avvertono la presenza della Santa Vergine. Una di loro si ricorda allora della promessa di Padre Pio: “Se un milione di bambini pregheranno il Rosario, il mondo cambierà”. Da allora ogni anno, il 18 ottobre, attraverso le 21 sedi nazionali di Acs presenti in quattro continenti, la Fondazione pontificia esorta i piccoli a unirsi in preghiera. È possibile aderire all’iniziativa anche sui social network, attraverso l’hashtag #UnMilioneDiBimbi.
Azione sul campo e spiritualità. Sin dalla sua fondazione, nel 1947, Acs ha unito al sostegno della pastorale della Chiesa in tutto il mondo e alla denuncia delle limitazioni alla libertà religiosa, iniziative legate alla preghiera. Come le due giornate mondiali di preghiera per la pace in Iraq promosse il 6 agosto 2014 e 2015. La Fondazione è inoltre impegnata alla promozione della recita del Rosario tra i bambini e, per insegnare ai piccoli come recitarlo, ha creato un apposito libricino, “Noi bambini preghiamo il Rosario”, che dal 2009 a oggi è stato tradotto in otto lingue e pubblicato in 600mila copie, diffuse da Acs in tutto il mondo.
Sulla lunghezza d’onda di Gesù. “La consapevolezza della potenza del Rosario – spiega il presidente della sezione italiana di Aiuto alla Chiesa che soffre, Alfredo Mantovano – è alla base di questa iniziativa, ormai in piedi da dieci anni, che chiede aiuto ai bambini: se Gesù ha preso uno di loro sulle sue ginocchia per mostrare quale deve essere il modo, diretto, spontaneo e di totale affidamento, di rivolgersi a lui, invitare i bambini in tutto il mondo a recitare il Rosario significa porsi veramente sulla lunghezza d’onda di Gesù e affidargli tutto ciò che abbiamo di più caro. A cominciare dalla sorte di tanti nostri fratelli nella fede che oggi subiscono persecuzioni a causa del suo nome”.
Una “Bibbia dei poveri”. Mantovano ricorda il motivo per cui il calendario liturgico celebri la festa della Vergine del Rosario il 7 ottobre. “La data ricorda quanto accadde nel mare al largo di Lepanto quel giorno del 1571: una flotta composta da cristiani, inferiore per numero di combattenti e per mezzi materiali, ebbe la meglio sull’armata contrapposta che minacciava le terre al di fuori dell’Impero ottomano, tentando di annetterle a quest’ultimo”. La vittoria fu attribuita, allora, alla Madonna del Rosario, dal momento che, a sostegno dei cristiani, il Pontefice dell’epoca aveva indetto una “crociata del Rosario”: la recita continua e contestuale da parte dei cattolici di ogni nazione e di ogni età. “Recitare il Rosario – conclude il presidente di Acs Italia – è dunque un modo serio per avvicinarsi al Signore per mezzo di sua madre: di colei alla quale il figlio non dice mai di no. È un modo privilegiato per ricordare la vita di nostro Signore, attraverso la contemplazione dei momenti più importanti di essa. Una sorta di Bibbia dei poveri, in virtù della quale non è necessario andare a scuola per conoscere l’essenza di Gesù”.
Il libro della fede. Per questo Acs invita genitori, insegnanti e quanti lavorano nelle scuole, negli asili, negli ospedali, negli orfanotrofi e in qualunque luogo vi siano gruppi di bambini, a esortare i piccoli a recitare il Rosario. Al tempo stesso Acs chiede a tutti di rivolgere un pensiero a tutti quei bambini a cui nessuno ha mai insegnato a pregare, donando loro la “Bibbia del fanciullo”: il libro sul quale milioni di bambini in tutto il mondo hanno imparato a leggere, scrivere e pregare. È una Bibbia illustrata di Acs che dal 1979 ad oggi è stata stampata in 178 lingue diverse e in oltre 51 milioni di copie.
Iniziativa sul territorio. Molte le adesioni alla giornata di preghiera, tra cui quella di monsignor Giovan Battista Pichierri, arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, che ha deciso di proporla a tutti i “fanciulli della Chiesa diocesana tramite i parroci, i catechisti, la famiglia, gli insegnanti delle scuole”. Anche il progetto nazionale bambini dell’Unitalsi ha aderito all’iniziativa, dando appuntamento domenica 18 ottobre, alle ore 16, presso Casa Bernadette, in via degli Embrici 32 a Roma, dove la recita del Rosario sarà presieduta da monsignor Augusto Chendi, sotto-segretario del Pontificio Consiglio degli operatori sanitari.

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