“Servitori della Gioia”, prende il via il corso di formazione per educatori

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giovaniDi Floriana Palestini

DIOCESI – Un corso per educare, per conoscersi, per ripartire. La scoperta di un nuovo stile per animare il cammino dei giovani nelle nostre comunità ha permesso agli educatori di Pastorale Giovanile di tornare finalmente in carreggiata, di recuperare uno “slancio coraggioso” nel difficile ma appassionante compito dell’annuncio del vangelo ai giovani.

Grazie all’intervento del Servizio diocesano per la Pastorale Giovanile, che si è fatto promotore del corso formativo “Servitori della Gioia”, si è svolto quindi il primo incontro, presso la sala della Caritas diocesana, tra venerdì 9 e sabato 10 ottobre; in questa occasione è stato possibile soffermarsi sulla scoperta delle domande del mondo giovanile e su come lo stile di comunicazione dell’educatore sia un elemento fondamentale del proprio servizio.

Chi proveniente da un movimento, chi da una semplice realtà parrocchiale, chi educatore da una vita e chi solo da qualche mese: tutti hanno accettato la sfida di Ilaria, giovane formatrice Creativ, e sono stati al “gioco” (letteralmente) poiché questa è stata l’attività principale. Fin da subito Ilaria aveva messo in chiaro che non si sarebbe trattato di un corso “normale” fatto di lezioni a senso unico, facendo alzare tutti dalla sedia e mettendoli a camminare per la stanza. «Il gioco, se fatto in una certa maniera, è l’attività più seria che si possa fare – ha poi chiarito Ilaria – perché costringe a metterti con tutto il corpo in una certa situazione, a pensare, recitare, interpretare, ricordare».

Durante questa prima riunione i partecipanti hanno trovato anche l’occasione per riflettere sul cammino che la nostra diocesi sta intraprendendo in Pastorale Giovanile. Le fatiche di questi primi passi e le piccole e grandi delusioni, le speranze e lo sguardo di fede sui nostri ragazzi domandano agli educatori la sfida della formazione. L’incontro di ottobre, cui farà seguito quello del 27-28 novembre, ha avuto un riscontro decisamente positivo. L’affabilità e la complicità tra educatori di storie e sensibilità così diverse ha gettato in tutti i presenti il desiderio di un cammino comune e l’impegno a ritrovarsi per la prossima tappa!

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