Cardinale Parolin “Papa Francesco andrebbe in Cina anche domani. Si lavora ad un’intesa”

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ParolinZenit

Ha preso il via ieri la visita in Molise del cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, per ricordare il pellegrinaggio di Papa Francesco del 5 luglio 2014. Prima tappa del porporato è stata la basilica di Castelpetroso, dove – informa la stampa locale – ha ricevuto in dono alcuni omaggi floreali nel trono che accoglie la statua dell’Addolorata e una campana di Agnone.

Ricordando il breve viaggio del Pontefice e rivolgendosi ai giovani, il segretario di Stato ha detto: “Sono qui per pregare la Madonna, apparsa a Bibiana e Serafina, mentre erano intente nel lavoro dei campi, pascolando le pecore. Queste due ragazze – ha aggiunto – sono l’icona di tanti giovani coraggiosi che restano attaccati alla loro terra, il Molise, con la vocazione a custodire il territorio, a custodire il creato”. Un cenno, poi, alla piaga della disoccupazione, già denunciata da Bergoglio nella sua visita: “Dal labirinto si può e si deve uscire con il coraggio, con la speranza e con la solidarietà”, ha affermato Parolin.

Immancabile il riferimento a Papa Celestino V, nato circa 800 anni fa a Isernia come Pietro del Morrone, eletto il 5 luglio 1294 e passato alla storia come il Papa del “gran rifiuto”. Fu il primo e unico, fino a Benedetto XVI, ad aver rinunciato al Soglio di Pietro. Nella sua tappa a Isernia, Francesco aveva indetto l’Anno Giubilare Celestiniano: evento ricordato da una targa inaugurata e benedetta dal cardinale. Quella di Celestino V, ha detto, “è una figura che molto e spero un giorno di poter compiere un pellegrinaggio sulle sue orme, sulle montagne”.

Salutando i fedeli e le autorità, il segretario di Stato ha poi lasciato Castelpetroso alla volta di Campobasso. Prima, però, si è intrattenuto con i giornalisti che lo hanno interpellato sui lavori del Sinodo sulla famiglia. “La famiglia – ha detto Parolin – si trova oggi di fronte a molte sfide. E poi c’è la mancanza di desiderio di famiglia da parte dei giovani, soprattutto per le difficoltà verso cui si va incontro”. Il Sinodo, quindi, ha sottolineato il porporato, “vuole dare un messaggio di speranza per il futuro”.

Sulla questione dei migranti, il premier vaticano ha espresso l’auspicio che questo “non diventi un business”. “La Chiesa – ha soggiunto – insiste molto sul tema della solidarietà e dell’accoglienza. Questi nostri fratelli e sorelle sfuggono da guerre e violenza, cercano una vita migliore… Noi, pertanto, dobbiamo comportarci da cristiani, cioè avere un cuore aperto che non metta in contro altri interessi”.

Nel capoluogo molisano, il cardinale ha benedetto la ‘Casa degli angeli-Papa Francesco’, struttura che ospita attualmente una cinquantina di profughi. A margine della visita, ha incontrato la stampa alla quale ha dichiarato la volontà del Santo Padre – espressa già dallo stesso Pontefice in diverse occasioni – di recarsi in Cina. “Credo che se si aprissero le porte partirebbe oggi stesso”, ha detto. “La situazione non è ancora matura, ma si sta lavorando lentamente e discretamente per cercare di arrivare ad un’intesa che apra queste porte al Papa. Al momento è impossibile fare previsioni. Crediamo che anche a livello di distensione internazionale e di pace nel mondo sarebbe molto importante che la Cina, per la sua importanza attuale e storica, potesse trovare una forma di intesa e collaborazione con la Santa Sede”.

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