Sorelle Clarisse: “Gesù ci chiede di lasciarci saziare unicamente dal suo amore”

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Suor Riccarda e le sorelle clarisse ricordano l’invito aperto a partecipare al primo incontro che si  terrà domenica 11 ottobre alle 15:30, presso la sala del monastero; un’occasione speciale per condividere insieme questo momento di formazione e preghiera. Leggi l’articolo di presentazione

Film Gesù“Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!»

E’ questa la Parola “viva, efficace e più tagliente di una spada a doppio taglio” di cui ci parla, nella liturgia di questa domenica, l’autore della Lettera agli Ebrei. Quella Parola “che penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello Spirito, fino alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore”.

Non perché sia una Parola che fa male o vuole far male ma perché è una Parola che ci interroga e ci scomoda chiedendoci di cambiare i termini del nostro ragionamento: dal fare al lasciarsi amare, dal conquistare all’abbandonarsi, dal trattenere al ricevere!!

E’ per questo che il tale, scrive Marco nel Vangelo, che corre dietro a Gesù chiedendogli “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” se ne va triste, preferendo la tristezza del rimorso alla gioia dell’abbandono di tutto per stare dietro a Gesù.

La Parola di Gesù quest’uomo l’ha intesa come rinuncia, come un dover perdere fine a se stesso, come un lasciare troppo faticoso; non l’ha letta, invece, come la possibilità di ricevere “già ora cento volte tanto […] e la vita eterna nel tempo che verrà”.

E’ vera, in questo senso, l’invocazione del salmista: “Saziaci Signore con il tuo amore, gioiremo per sempre”. Gesù ci chiede di lasciarci saziare unicamente dal suo amore, di permettere solo alla sua dolcezza di riempire la nostra vita.

Anche gli apostoli lo ascoltano sconcertati e stupiti: “E chi può essere salvato?”. E’ il Signore a colmare di beatitudine chi si è spogliato di tutto. Non sono gli sforzi di perfezione ad introdurci nel regno di Dio, ma è la sapienza del senso di Dio e del suo mistero che dà sapore alle cose e ci fa veri possessori di “una ricchezza incalcolabile”. Allora, come Pietro che sembra voglia rassicurare se stesso con l’affermazione “Ecco noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito”, lasciamoci consolare da Gesù che, “in verità”, viene a rendere fecondo il nostro amore, a moltiplicare i nostri legami di fraternità, a far abbondare in noi ogni paternità e maternità, a colmarci della gioia di essere alla sua sequela.

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