I cattolici brasiliani chiamati a contribuire con la ”decima”

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CuoreDi Fabio Mandato
Tra le sfide della Chiesa brasiliana per i prossimi anni c’è lo sviluppo della pastorale della decima (“pastoral do dizimo”). Un tema che sta a cuore dei vescovi, che lo avevano trattato durante l’ultima assemblea generale dello scorso anno. Al termine dei lavori, il presidente della Conferenza episcopale brasiliana, il cardinale Raymundo Damasceno de Assis, aveva scritto anche un messaggio (datato 8 maggio 2014) agli agenti “della decima” nel quale ne aveva sottolineato il valore. Così, dal 30 ottobre al 2 novembre, ad Aparecida, si terrà un seminario nazionale per discutere sull’argomento.
Ma cos’è il “dizimo”? È proprio il contenuto di quel messaggio, con tanto di esortazione a sviluppare la “pastoral do dizimo”, a spiegare di che si tratta. Il porporato scriveva che “la decima è un segno visibile di partecipazione e corresponsabilità dei fedeli nella comunità ecclesiale; aiuta i cattolici a sviluppare la loro coscienza di appartenere alla Chiesa; è espressione viva di fede e di gratitudine verso Dio; dà le condizioni per la Chiesa per adempiere la sua missione di evangelizzazione; incoraggia la condivisione dei nostri beni con i poveri”. “La decima non è letteralmente la decima parte di una somma, ma il nome, in maniera simbolica, designa l’aiuto dei fedeli alle attività della Chiesa”, spiega ancora monsignor Antonio Luiz Catelan Ferreira, sottosegretario della Conferenza dei vescovi brasiliani per la pastorale della decima.
L’origine biblica. “La decima ha un’origine nell’Antico Testamento”, sottolinea il sacerdote. Il riferimento, in particolare, è al libro del Levitico, un testo che consegnava al popolo d’Israele una serie di norme cultuali e di purificazione. Al capitolo 27, in particolare, si legge: “Ogni decima della terra, cioè delle granaglie del suolo e dei frutti degli alberi, appartiene al Signore: è cosa consacrata al Signore. Se uno vuole riscattare una parte della sua decima, vi aggiungerà un quinto. Ogni decima del bestiame grosso o minuto, ossia il decimo capo di quanto passa sotto la verga del pastore, sarà consacrata al Signore”. Una tassa per gli agricoltori, dunque, che per il Brasile è solo il nome esemplificativo di una realtà pastorale sperimentata da tempo.
Da quarant’anni. Mons. Ferreira descrive il percorso della “pastoral do dizimo” in Brasile. “La Conferenza episcopale brasiliana, quarant’anni fa, ha redatto, sulla ‘decima’, un documento non ufficiale, di studio, l’ottavo di una serie di documenti di carattere pastorale. L’obiettivo, allora come oggi, era riflettere sulla situazione del mantenimento delle parrocchie e dell’attività della Chiesa”. In Brasile, spiega il sacerdote, non esiste l’8×1000, la Chiesa deve cercare risorse diversamente: “Quarant’anni fa la suggestione dei nostri vescovi era quella di abolire ogni tassa sul battesimo, sulle messe e di avviare una pastorale in cui i fedeli fossero responsabilizzati a una contribuzione libera per l’evangelizzazione. Questo argomento è stato ripreso dopo tanti anni, e nel prossimo seminario di Aparecida le diocesi potranno condividere le loro esperienze”. Mons. Catelan Ferreira conferma che la “pastoral do dizimo” “è un tema che sarà discusso anche nell’assemblea dei vescovi del prossimo anno”. Da questa, fa intendere, dovrebbe uscire un documento ufficiale.
Ma funziona? “A seconda delle diocesi, i risultati sono diversi e per ora non è possibile fare dei numeri precisi”, spiega mons. Ferreira, che però non nasconde la sua soddisfazione. “Ci sono diocesi, poche, che funzionano economicamente quasi soltanto grazie a questa contribuzione. Queste riescono a coprire benissimo le spese mensili e i diversi aspetti dell’evangelizzazione. Alcune parrocchie arrivano a una contribuzione mensile anche di 60mila euro”. La contribuzione volontaria dei fedeli serve al “mantenimento del tempio, a tutto quello che è necessario per la catechesi, la liturgia, le opere pastorali”. Una cosa è certa: “Da parte del popolo brasiliano c’è un’attenzione crescente verso questi temi. La gente vuole contribuire”.
Una riflessione che continua. Nel prossimo seminario i partecipanti lavoreranno in piccole conferenze e gruppi tematici. “Saranno cinque i temi che tratteremo: sensibilizzazione; organizzazione della pastorale della decima; l’inserimento nella pastorale della decima in quella d’insieme; il rapporto tra la parrocchia e il contributo; la spiritualità, ovvero la motivazione della contribuzione”. In pratica, “la corresponsabilità dei fedeli”.

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