Grottammare, largo Palmaroli, rinvenute le fondamenta di Porta Maggiore

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GrottammareGROTTAMMARE – Localizzata con esattezza la posizione della principale porta di accesso al centro storico, Porta Maggiore, demolita a fine Ottocento per far posto ad una strada più funzionale alle esigenze dell’epoca.

I suoi resti si trovano a una ventina di metri a sud dell’imbocco della via che conduce in piazza Peretti, proprio al centro del cantiere della riqualificazione di Largo Palmaroli, lavoro attualmente sospeso per dar seguito agli approfondimenti disposti dalla Soprintendenza per i Beni archeologici e monumentali delle Marche.

La prossima settimana i risultati dello scavo saranno illustrati dagli stessi autori, gli archeologi Sara Capriotti e Marco Menichini  e il geologo Andrea Mora della ditta Idrea coop di Offida, nel corso di un incontro aperto alla cittadinanza. L’appuntamento è fissato a martedì 13 alle ore 18, al Teatro dell’Arancio.

La seconda fase dell’indagine archeologica in corso nel centro storico, dunque, ha portato alla definizione delle fondazioni dell’arco di Porta Maggiore, edificata – secondo fonti archivistiche – nel XVI secolo, probabilmente  quando le mura furono rinforzate nel 1529.

Il lavoro era stato disposto dall’archeologo Filippo Demma della Soprintendenza ai Beni archeologici delle Marche la scorsa settimana, dopo che un primo e più superficiale sondaggio del sottosuolo aveva messo in luce un vecchio selciato in acciottolato con fughe di mattoni e un primo blocco di fondamenta di manufatti, non più esistenti, sul lato ovest di largo Palmaroli. Le opere di scavo proseguiranno ancora nei prossimi giorni.

Intanto, nella tarda mattinata di oggi (giovedì 8) si è svolto un sopralluogo nel cantiere archeologico al quale hanno preso parte, oltre ai tecnici impiegati nell’opera, gli architetti comunali Liliana Ruffini (responsabile area Lavori pubblici) e Bernardino Novelli, l’architetto Miriam Pompei della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici delle Marche, il sindaco Enrico Piergallini e l’assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Rocchi. L’incontro era stato organizzato per avviare una concertazione utile a stabilire in che modo i ritrovamenti possano influenzare il progetto di riqualificazione in corso di realizzazione.

“Fino ad ora – dichiara il sindaco Enrico Piergallini – eravamo stati prudenti ma oggi possiamo dirlo: grazie alla riqualificazione dell’accesso al vecchio incasato abbiamo rirovato l’antica Porta Maggiore, il principale ingresso alla città che, insieme a Porta Marina e Porta Castello, costituiva il sistema di accesso al borgo.Un cantiere, questo, che rimarrà alla storia perché sottraendo spazio all’asfalto e alle macchine non solo farà acquisire a tutti i cittadini un nuovo largo pedonale ma consentirà a tutti di scoprire le radici della Città, in un punto molto simbolico per la memoria e l’urbanizzazione del vecchio incasato. Abbiamo trovato la ‘porta di casa nostra’.

“Se pensiamo che questo cantiere è stato aperto tre settimane fa – aggiunge il primo cittadino – e ci rendiamo conto dei progressi, sarà comprensibile quanto sforzo stiamo compiendo per ridurre al minimo i disagi al vecchio incasato. Un grazie particolare, per questo, al nostro ufficio Lavori Pubblici e alle Soprintendenze, archeologica e paesaggistica, delle Marche”.

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