#Lourdes: A tu per tu con Pierangelo Servili “Un’esperienza unica che ti cambia nel profondo”

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Lourdes02DIOCESI – Abbiamo intervistato Pierangelo Servili, un giovane di Comunanza che da quando era bambino partecipa ai Pellegrinaggi nazionali. Conosciamo meglio la sua storia.

Cosa fai nella vita?
Frequento il secondo anno del liceo scientifico aeronautico navale a Grottammare. È una scuola con molte particolarità, oltre alle molte materie scientifiche. E poi, ci insegna un professore speciale, il Meteorologo Andrea Giuliacci, che dal terzo anno ci farà vivere la diretta televisiva delle previsioni meteo.

Come è nato il tuo legame con l’Unitalsi?
Il mio legame con l’unitalsi è nato fin da bambino. Da quando avevo circa 2 anni, i miei genitori Francesco e Fausta mi portavano con loro a Lourdes sul treno bianco. Più passavano gli anni, più comprendevo l’importanza di quello che stavo vivendo. Dal 2002 ogni anno, salvo imprevisti, partecipo al pellegrinaggio nazionale con la mia famiglia.

Quale è il tuo primo ricordo con l’Unitalsi?
Il mio primo ricordo risale al 2007. In quell’anno insieme ad altri amici avevamo pensato di vendere gli scooby doo per racimolare qualche soldo per la sottosezione dell’Unitalsi diocesana. Sul treno li vendevamo a un euro e mi ricordo che non ne rimase nemmeno uno.

Adesso che sei ragazzo, perché torni a Lourdes e presti servizio durante il pellegrinaggio?
Anche se sono molti anni che partecipo, le emozioni sono sempre molto forti e poi posso affermare che qui vivo un forte momento di ritiro spirituale. Inoltre in questi anni sono fiorite molte amicizie e l’aria che si respira è di gioia e pace.

Secondo te cosa si perdono i tuoi amici non partecipando al pellegrinaggio?
Si perdono una grande occasione per vivere un intenso momento spirituale. Quando mi trovo di fronte alla grotta vivo delle emozioni che posso esprimere con il termine di paradisiache.

Quale sarà il tuo compito durante il pellegrinaggio?
Negli anni passati ho prestato servizio presso il refettorio, invece quest’anno per il primo anno sarò nelle piscine ad aiutare gli ammalati e i pellegrini ad immergersi nelle vasche. Vi illustro brevemente la dinamica: la persona, dopo essersi spogliata in un camerino, si avvolge un panno umido intorno alla vita. Dopo aver recitato la preghiera alla Madonna e aver bevuto un bicchiere d’acqua benedetta, si immerge nella vasca. Quando si esce, tutti come segno di devozione baciano i piedi della Madonna.

Cosa hai provato tu quando ti sei immerso?
È un’esperienza unica, perché quando esci dalla vasca ti senti puro. È come se l’acqua ti donasse un animo diverso. Vi racconto un piccolo aneddoto in un pellegrinaggio di tanti anni fa. Quando mia sorella aveva 5 anni, contrasse la polmonite. Mio padre a quel punto propose di farle fare il bagno ed anche se mia madre è una donna di fede era scettica all’idea. Dopo qualche insistenza da parte di mio padre, mia sorella si immerse nella vasca e ne usì senza nessun problema di salute. Un particolare non indifferente è che, dopo l’immersione, quando fuoriesci dall’acqua, rimani asciutto. È difficile spiegarlo, quindi invito tutti a viverlo.

Ci racconti qualche altro episodio?
Sul treno insieme agli amici ci divertiamo sempre quando siamo liberi dagli impegni. Quando abbiamo tempo ci riuniamo tutti su un unico vagone e stiamo insieme a ridere e a scherzare nella semplicità. Ad esempio, un anno abbiamo giocato a tradurre nel proprio dialetto di origine una frase in italiano.

Cosa ti trasmette l’ammalato?
L’ammalato ci trasmette molti insegnamenti, perché nonostante tutto quello che vive riesce a sorridere alla vita e l’affronta, mentre noi per un non nulla ci richiudiamo in noi stessi. Ogni volta che torno da Lourdes, riesco a ricevere una carica che mi porto dietro durante tutto l’anno.

Pier, hai un pensiero da rivolgere ai tuoi amici?
Invito tutti almeno a provare questa esperienza unica perché anche se molti non ci crederanno ti cambia nel profondo. In meglio.

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