Sinodo sulla famiglia: istruzioni per l’uso

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sinodoVescovipdi M. Michela Nicolais

Tutti i numeri del Sinodo ordinario sulla famiglia: 160 padri sinodali in rappresentanza dei cinque continenti – 44 dall’Africa, 46 dall’America, 25 dall’Asia e 45 dall’Europa – 22 provenienti dalle Chiese orientali, 10 eletti dall’Unione Superiori Generali, 25 capi dicastero, 51 uditori e uditrici (tra cui 17 coppie di sposi), 14 delegati fraterni, 45 membri di nomina pontificia. Papa Francesco ha completato, il 15 settembre, la composizione del Sinodo ordinario sulla famiglia, che si svolgerà in Vaticano dal 4 al 25 ottobre, nominando personalmente 45 padri sinodali (erano stati 26 al Sinodo straordinario dell’anno scorso). Numerosi i cardinali e vescovi italiani, tra i quali sono presenti i nuovi porporati creati da Francesco (Bassetti, Montenegro e Menichelli, che era già presente allo scorso Sinodo) e – novità assoluta per un Sinodo – due parroci. Il Sinodo ordinario – seconda e ultima tappa del primo Sinodo di Papa Francesco che, per la prima volta, si è celebrato in due parti, a distanza di un anno, con un percorso che ha previsto la consultazione attiva degli episcopati attraverso il questionario che ha accompagnato la “Relatio Synodi”, sintesi della prima tappa dei lavori – si riunirà sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”. La segreteria del Sinodo, guidata dal cardinale Lorenzo Baldisseri, e la struttura che guiderà i lavori di ottobre è la stessa dell’anno scorso: i presidenti delegati (il francese André Vingt-Trois, il filippino Luis Antonio Tagle, il brasiliano Raymundo Damasceno Assis, il sudafricano Wilfrid Fox Napier), il relatore generale (l’ungherese Peter Erdo), il segretario speciale (l’arcivescovo di Chieti-Vasto, Bruno Forte). Non è stata ancora decisa la commissione che redigerà il messaggio finale. La commissione per l’informazione, come l’anno scorso, è affidata al portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, e al presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni, monsignor Claudio Maria Celli.
Nuova metodologia. Novità per la “metodologia” della fase ordinaria del Sinodo sulla famiglia: ad annunciarla ai giornalisti, nella conferenza stampa di presentazione dell’“Instrumentum laboris”, è stato il 26 giugno il cardinale Baldisseri, che ha reso noto come “un punto fortemente richiesto dai padri sinodali è quello di evitare la lunga serie di interventi dei singoli membri come avveniva nei Sinodi precedenti, ossia di fare in modo che gli interventi dei Padri siano meglio distribuiti nel tempo e non tutti di seguito”. Inoltre, “è stato richiesto di valorizzare sempre di più i Circoli minori, distribuiti nel tempo e non tutti insieme, come pure quello di mantenere fermo il principio dell’ordine tematico”. Le tre settimane di durata del Sinodo saranno distribuite, quindi, secondo le tre parti dell’Instrumentum laboris: la prima settimana tratterà la prima parte del documento (“L’ascolto delle sfide sulla famiglia”), la seconda si occuperà della seconda (“Il discernimento della vocazione familiare”) e la terza sarà dedicata all’ultima (“La missione della famiglia oggi”). Alla fine della terza settimana, si dedicherà il tempo necessario per elaborare il testo finale del documento, che sarà sottoposto all’Assemblea per gli ultimi “modi” che saranno inseriti per l’approvazione finale. In questo modo, tutti gli aventi diritto potranno intervenire in aula durante le Congregazioni generali, inclusa l’ora di fine giornata, e ci sarà più tempo per i Circoli minori.
I 50 anni di attività sinodale. Nel corso della prossima assemblea sinodale ordinaria è prevista anche una particolare commemorazione dei cinquant’anni dalla fondazione dell’istituzione del Sinodo dei vescovi da parte di Paolo VI: si svolgerà il 17 ottobre, proprio a metà del corso del Sinodo. Nell’aula Paolo VI sarà dedicata una intera mattinata alla commemorazione dell’evento e sarà aperta al pubblico. Il cardinale di Vienna, Christoph Schönborn, farà una relazione sui cinquant’anni dell’attività sinodale. Seguiranno cinque interventi dai diversi continenti.

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