Grottammare, prosegue il Settenario dell’Addolorata, tra fede e storia

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Don Giorgio Madonna Addolorata (3)GROTTAMMARE – È in chiusura il Settenario dell’Addolorata a Grottammare.
Tutte le sere, alle 21,15 a San Pio V è stato possibile ascoltare la predicazione e usufruire di una Messa “speciale”.
La novità, voluta dal nuovo parroco di San Pio V , Don Giorgio Carini, è stata quella di aver fatto spostare il culto del settenario in marina, per agevolare la popolazione e soprattutto creare unità e sempre maggiore collaborazione fra le chiese del paese alto e quella di Grottammare ” marina”, cioè San Pio V.

La venerazione dell’immagine della Vergine è antichissima, come dl resto la statua stessa, di stile barocco, quindi realizzata tra ‘600 e ‘700. Una antica tradizione orale narra che un pescatore ritrovasse impigliata fra le reti una testa della statua e la popolazione volle che vi si realizzasse una statua e si iniziasse il culto. In realtà, tale leggenda rivela senz’altro l’origine cultuale ed il collegamento con il Mare Adriatico, come avviene con il mito di San Benedetto Martire, con San Basso e quindi tra San Benedetto del Tronto, Cupra Marittima e Grottammare, denotando una comune origine collegata al culto marino e mediterraneo, tipica del popolo piceno e greco. In effetti secondo alcuni storici , in zona sussiteva il Cuprae Fanum, il famoso santuario piceno, con il culto sia della dea Cupra e anche del Pater Janus ( poi traslitterato in San Paterniano).

La continuità di culto e l’innesto con il cristianesimo conservò alcune tradizioni religiose, come ad es . il fatto che l’Addolorata sia vestita di nero, come avveniva nei cortei del culto di Iside e rappresentasse il ciclo della vita e della luna, legato al’avvicendarsi delle stagioni. La storia d’altra parte, non deve mettere in crisi la fede, semmai rinforzarla, alla luce del Vero, affinche sia fede matura e non esclusivamente tradizionale o emozionale, legata al folklore.
Nulla toglie al culto di Maria e ai suoi “dolori” per la perdita di suo Figlio, che cosí tanto avvicinano la Vergine a noi.

Dunque il settenario finirà domenica ore 17 con la solenne messa più processione, che la riporterà nella sua originaria sede, ossia a San Giovanni Battista al Paese Alto di Grottammare.

 

Susanna Faviani

Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.

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