A L’Avana, il Papa prega per la pace in Colombia

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Zenit di Luca Marcolivio

Anche noi, come i discepoli di Gesù, siamo spaventati dall’idea di “vedere Gesù soffrire sulla croce” e “di fuggire dalle nostre croci e dalle croci degli altri, di allontanarci da chi soffre”. Lo ha detto papa Francesco in occasione dell’Angelus, al termine della messa da lui presieduta oggi a Plaza de la Revolucion a L’Avana.

A Maria, quindi, dobbiamo chiedere la grazia di imparare a “stare vicino alla croce del fratello che soffre” e a “vedere Gesù in ogni uomo sfinito sulla strada della vita” e “in ogni fratello affamato o assetato, che è spogliato o in carcere o malato”.

È proprio insieme alla Madre di Cristo, “sotto la croce, che possiamo capire chi è veramente ‘il più grande’, e che cosa significa essere uniti al Signore e partecipare alla sua gloria”.

È ancora Maria a insegnarci ad “avere un cuore sveglio e attento alle necessità degli altri”, ad essere “solleciti nei piccoli dettagli della vita”, come lei stessa fu alle Nozze di Cana, e a non smettere di “pregare gli uni per gli altri, perché a nessuno manchi il vino dell’amore nuovo, della gioia che Gesù ci offre”.

Di seguito il Santo Padre ha rivolto il proprio pensiero alla “amata terra di Colombia”, con l’auspicio che “il sangue versato da migliaia di innocenti durante tanti decenni di conflitto armato, unito a quello di Gesù Cristo sulla Croce, sostenga tutti gli sforzi che si stanno facendo, anche in questa bella Isola, per una definitiva riconciliazione”.

La preghiera del Pontefice è perché “la lunga notte del dolore e della violenza, con la volontà di tutti i colombiani, si possa trasformare in un giorno senza tramonto di concordia, giustizia, fraternità e amore, nel rispetto delle istituzioni e del diritto nazionale e internazionale, perché la pace sia duratura”.

Da qui l’implorazione: “Per favore, non possiamo permetterci un altro fallimento in questo cammino di pace e riconciliazione”.

Al termine dell’Angelus, il Papa ha chiesto l’intercessione della Vergine “per coloro che hanno perso la speranza, e non trovano motivi per continuare a lottare; per quanti soffrono l’ingiustizia, l’abbandono e la solitudine”.

Francesco ha pregato anche “per gli anziani, i malati, i bambini e i giovani, per tutte le famiglie in difficoltà, perché Maria asciughi le loro lacrime, li consoli con il suo amore di Madre, restituisca loro la speranza e la gioia”.

“Madre santa, ti affido questi tuoi figli di Cuba: non abbandonarli mai!”, ha poi concluso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *