Alleanza uomo-donna: per il Papa un baluardo contro le “colonizzazioni ideologiche” e “del denaro”

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Piazza San PietroDa Zenit di Luca Marcolivio

A poco più di una settimana dall’Incontro Mondiale delle Famiglie e a meno di tre dall’inizio del Sinodo, papa Francesco è tornato a riflettere sull’alleanza uomo-donna come uno dei principali antidoti contro i mali del mondo.

Durante l’Udienza Generale di stamattina, l’ultima del ciclo su famiglia e matrimonio, il Santo Padre ha accennato subito ai due eventi definiti “belli e impegnativi” e con “un respiro mondiale, che corrisponde alla dimensione universale del cristianesimo, ma anche alla portata universale di questa comunità umana fondamentale e insostituibile che è appunto la famiglia”.

Il Pontefice si è poi soffermato sugli “effetti a lungo termine di una società amministrata dalla tecnocrazia economica” come quella odierna, dove “la subordinazione dell’etica alla logica del profitto dispone di mezzi ingenti e di appoggio mediatico enorme”.

Pertanto “una nuova alleanza dell’uomo e della donna diventa, non solo necessaria, ma anche strategica per l’emancipazione dei popoli dalla colonizzazione del denaro”.

L’auspicio del Papa è che tale alleanza torni “ad orientare la politica, l’economia e la convivenza civile” e possa decidere “l’abitabilità della terra, la trasmissione del sentimento della vita, i legami della memoria e della speranza”.

Sigillando l’alleanza tra l’uomo e la donna già nella creazione, Dio “ha affidato alla famiglia non la cura di un’intimità fine a sé stessa, bensì l’emozionante progetto di rendere ‘domestico’ il mondo”.

La famiglia, pertanto, è in grado di salvare l’umanità dai vari e numerosi “attacchi”, “distruzioni” e “colonizzazioni” come quella “del denaro” o quella delle “ideologie che minacciano tanto il mondo”.

La creazione di Dio, infatti, “non è una semplice premessa filosofica: è l’orizzonte universale della vita e della fede! Non c’è un disegno divino diverso dalla creazione e dalla sua salvezza”, ha proseguito il Papa.

Quanto accade tra l’uomo e la donna “dà l’impronta a tutto” e un loro “rifiuto della benedizione di Dio approda fatalmente ad un delirio di onnipotenza che rovina ogni cosa”: sono gli effetti del “peccato originale”, una “malattia” di cui ognuno di noi mantiene l’“eredità”.

Nonostante il peccato originale, “non siamo maledetti, né abbandonati a noi stessi”. Alla rottura dell’alleanza primigenia, Dio pone rimedio, ponendo “inimicizia” tra la stirpe della donna e la stirpe del serpente demoniaco, “ingannatore” e “incantatore”.

Il Creatore ha quindi segnato la donna “con una barriera protettiva contro il male, alla quale essa può ricorrere – se vuole – per ogni generazione”. Ciò significa che “la donna porta una segreta e speciale benedizione, per la difesa della sua creatura dal Maligno! Come la Donna dell’Apocalisse, che corre a nascondere il figlio dal Drago” (cfr Ap 12,6).

Nonostante i molti “luoghi comuni”, spesso “offensivi”, sulla donna “tentatrice che ispira al male”, secondo Francesco “c’è spazio per una teologia della donna che sia all’altezza di questa benedizione di Dio per lei e per la generazione”.

Dio però esercita una “misericordiosa protezione” verso l’uomo e la donna anche dopo la cacciata dall’Eden, al momento della quale donò loro “tuniche di pelle e li vestì” (cfr Gen3,21), non abbandonandoli al loro “destino di peccatori”. Questa premura di Dio è come una “carezza” sulle nostre “piaghe”, sui nostri “sbagli”, sui nostri “peccati”.

La promessa fatta da Dio all’uomo e alla donna all’origine della storia, “include tutti gli esseri umani, sino alla fine della storia” e se manteniamo “fede sufficiente, le famiglie dei popoli della terra si riconosceranno in questa benedizione”.

Verso la conclusione della catechesi, papa Francesco ha lanciato un appello a tutti gli uomini di buona volontà: “chiunque si lascia commuovere da questa visione, a qualunque popolo, nazione, religione appartenga, si metta in cammino con noi. Sarà nostro fratello e nostra sorella, senza fare proselitismo”.

Prima della benedizione finale a tutte le famiglie presenti, il Santo Padre ha ricordato che “scopo di Dio” è quello di “farci tutti fratelli nella vita in un mondo che va avanti e che nasce proprio dalla famiglia, dall’unione dell’uomo e la donna”.

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