A tu per tu con Anacleta Camaioni, vincitrice del premio John Fante 2015

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anacletaDIOCESI – Tra i volontari che svolgono il proprio servizio presso la Caritas Diocesana, abbiamo conosciuto la Dott.ssa Anacleta Camaioni, psicologa e psicoterapeuta.

Da qualche tempo pensionata, si diletta nella sua passione di sempre, la poesia e la letteratura. Numerose le opere pubblicate negli anni e numerosi attestati di riconoscimento, tra questi, quello della poetessa Alda Merini. Vincitrice del premio “racconti inediti” abbinato alla X edizione del Festival letterario “Il Dio di mio padre”, dedicato a John Fante. L’abbiamo intervistata.

MS: Anacleta può raccontarci cos’è il premio John Fante?
Il premio John Fante è un iniziativa letteraria internazionale organizzata a Torricella Peligna, ormai giunta alla decima edizione. Questo evento è organizzato a Torricella perché lo scrittore -Jonh Fante- di origine italo-americane è nato in questo luogo.

MS: Chi è J. Fante?
Jonh Fante è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense di origini italiane , affermato e riconosciuto nella letteratura americana, un autore che ammiro fin dai tempi della mia gioventù. Ho avuto modo di “rincontrare” Jonh Fante lo scorso anno, in un incontro dedicato alla sua figura, organizzato dalla “Compagnia della polvere” di Alessio Romano. Grazie a questo evento ho ritrovato l’interesse e la passione che in fondo non si era mai spento.

MS: Dunque la partecipazione al premio J. Fante nasce dal caso?
Partecipando lo scorso anno all’incontro sulla figura di J. Fante organizzato da questa associazione ho scoperto l’esistenza della rassegna di Torricella. Ho partecipato alla nona edizione del premio J. Fante come appassionata, li ho potuto respirare cultura vera con personaggi di rilievo e di spicco del mondo letterario. Il premio J. Fante ha l’obiettivo di scoprire nuovi giovani talenti del mondo letterario, ma quest’anno è stato inserito un premio sui racconti inediti aperto a tutti e ho deciso di cimentarmi in questa esperienza, dove non c’erano limiti di età.

MS: Lei ha partecipato alla decima edizione come concorrente, quali erano le regole e quali erano i premi in palio?
I premi erano tre: Il primo esaminato dalla giuria popolare che si è espressa attraverso il mondo social. Il secondo era il premio della critica ed infine un premio speciale aperto ai fumettisti. I temi per redigere il racconto inedito erano due: il vino e Jonh Fante. Non è stato facile per me, essendo una scrittrice ma non di professione, non ero abituata ad avere dei vincoli ben definiti.

MS: Come nasce il titolo del suo racconto e sopratutto, di cosa parla “Una sbornia di parole e di vino” ?
Pensando al vino mi è venuta in mente la parola sbornia , nonostante non abbia mai avuto una sbornia alcolica da giovane, ma una “sbornia” a livello culturale sulla figura di J. Fante. E’ un racconto di parole e di vino che parla dell’esperienza che ho avuto con la poetessa Alda Merini. Ci fu uno scambio di pensieri, qualche anno fa, che mi rende ancora oggi molto onorata. In quel periodo scrissi un’opera e avevo bisogno di una voce autorevole per confrontarmi. Il mio racconto consiste nella descrizione di questa telefonata, della mia gioia e delle mie euforie vissute in quegli istanti. Nella scelta dei vini ho voluto omaggiare la mia terra, l’Abruzzo (Passerina) e la terra della poetessa, il Piemonte (Grignolino). Dal racconto si evince una vibrante euforia e una certa alternanza di emozioni. Riprendendo il personaggio di Bandini, il protagonista della Saga – Bandini di John Fante, nonché alter-ego dello scrittore stesso. Proprio come il giovane Bandini, il desiderio di emergere come autore, come scrittore riconosciuto, mi ha ispirata e ho deciso di raccontare in chiave fantiana la mia personale vicenda, ovviamente riadattata ai canoni del concorso.

MS: Nel concorso J. Fante sono arrivati in finale 11 concorrenti e lei è arrivata prima, vincendo il premio della giuria popolare.
Gli unici racconti sono stati pubblicati dal quotidiano “il Centro” nella sezione on-line. Chi avrebbe ottenuto maggiori condivisioni sui social si sarebbe guadagnato il premio della giuria popolare. E con oltre 3400 condivisioni ho ottenuto il primo posto.

http://ilcentro.gelocal.it/tempo-libero/2015/07/27/news/una-sbornia-di-parole-e-di-vino-1.11844262

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