Scout Grottammare1, Route Estiva 2015  “In cammino … per servire”

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Simone Benigni e Maria Grazia Salvi, Clan Fuoco Jonathan, Gruppo Scout Grottammare 1

GROTTAMMARE – E anche quest’anno è di nuovo route! Dopo il grande evento della route nazionale dell’anno scorso abbiamo unitamente deciso per una route di servizio. Un’esperienza nuova per alcuni di noi e sicuramente molto diversa da una tradizionale route di cammino.

Sette giorni vissuti ad aiutare, ad assistere o anche semplicemente a far divertire chi per un motivo o per l’altro non si trova in una buona situazione. Ci siamo diretti a Folignano, in una struttura chiamata “La Navicella” che accoglie bambini e ragazzi in affido. Siamo arrivati il 3° giorno di route, il primo lo abbiamo trascorso a Grottammare ristrutturando i giochi della scuola materna e il secondo è stato di viaggio poiché siamo andati fin li in bicicletta! I ragazzi ospiti della Navicella ci stavano aspettando e tra giochi e danze abbiamo fatto la conoscenza di tutti; siamo stati con loro 4 giorni ed in questi abbiamo giocato, cantato, ci siamo divertiti e abbiamo imparato a conoscerci a vicenda. Per qualcuno non scout vivere le attività che avevamo organizzato non è stato subito facile ed immediato: a volte infatti i nostri giochi possono sembrare un po’ diversi da quelli che comunemente i nostri coetanei fanno per passare del tempo e divertirsi! Però è stato bellissimo vedere, con il passare dei giorni, come anche i più schivi si siano divertiti insieme a noi. Il senso di una route di servizio è dare qualcosa agli altri, ma una volta terminata questa esperienza eravamo tutti concordi sul fatto che probabilmente siano loro ad aver dato moltissimo a noi.

In questi giorni di condivisione, emozioni e divertimento, abbiamo avuto la possibilità di creare forti legami con i ragazzi, di avvicinarci loro silenziosamente scoprendone pregi e difetti, paure e punti di forza, storie e sogni. E per fare in modo che tutto ciò non rimanesse soltanto un meraviglioso ricordo, nel nostro piccolo, ogni giorno, abbiamo avuto il desiderio di fermarci per qualche istante a riflettere e abbiamo così provato a guardare con occhi nuovi e trasparenti uno straordinario mondo assai poco conosciuto e il più delle volte messo da parte: la realtà degli “emarginati” .. Già, perché sappiamo bene quanto sia difficile spesso immaginare, andare oltre l’apparenza di un umile cartello con su scritto “HO FAME”, pensare prima agli altri che a noi stessi .. E’ semplice non abbassare lo sguardo, passare oltre, spegnere la televisione davanti a immagini di gommoni naufragati e sofferenza .. Far finta di niente nella nostra quotidianità! Eppure basterebbe davvero poco per poter migliorare anche solo un pezzettino del mondo che ci circonda, per regalare agli altri un po’ della nostra felicità!

Informazioni, racconti e testimonianze di immigrati, vittime di dipendenza, disabili e poveri ci hanno accompagnati in questa settimana vissuta insieme. Ci hanno aperto la mente ed il cuore e, lasciandoci inaspettatamente senza fiato, ci hanno aiutato a capire l’importanza anche soltanto di un nostro semplice sorriso o di un nostro piccolo aiuto; ci hanno permesso di metterci nei loro panni, nelle loro scarpe, a mani nude, nei loro posti, sotto i loro ponti.. sulle loro strade! Solo così abbiamo davvero capito cosa significhi stare al di là di quella “barriera”, abbandonando l’indifferenza e andando incontro a chi davvero ha bisogno del nostro sostegno.

In particolar modo siamo rimasti profondamente colpiti dall’incontro con Angelo, un ragazzo disabile, ormai completamente paralizzato fisicamente per via di un incidente stradale accaduto più di venti anni fa e facente parte della comunità dell’UNITALSI: il suo sguardo solare e sereno, la sua disponibilità, il coraggio nei suoi occhi e nelle sue parole, la sua grande voglia di fare, il suo ingegno e la sua umiltà in poche ore insieme ci hanno insegnato davvero tanto!

Ci ha aiutato a comprendere che una carrozzina non può fermare una vita! Potrà forse cambiarla, riprogrammarla ma di sicuro anche rafforzarla e valorizzarla… Perché in fondo, di qualunque colore essa sia, di qualunque età, da qualunque posto del mondo, la vita è il Dono più grande che si possa avere ed è ugualmente un diritto per tutti!

E allora impariamo da chi apparentemente può sembrare meno fortunato di noi: “Non guardo più il passato, dice Angelo, la mia vita è ora! Da qui voglio pensare soltanto al presente e al futuro!!”

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