Montalto ha vissuto l’anniversario della dedicazione della Chiesa voluta da Papa Sisto V

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MontaltoDi Lauretanum

MONTALTO DELLE MARCHE – La Dedicazione di una Chiesa è senza dubbio uno dei Riti più suggestivi e ricchi di significato dell’intera Liturgia latina, ma anche uno dei meno conosciuti, poiché raramente si ha l’occasione di assistervi.
Dobbiamo però ricordare che nei primi secoli, quando non c’era il Rito della Dedicazione, era la stessa Celebrazione dell’Eucaristia a render sacro il luogo in cui si riunivano i Cristiani.

L’occasione dell’Anniversario della Dedicazione della Chiesa parrocchiale, offre allora a tutta la Comunità la fortuna di celebrare almeno nella memoria e meditare insieme anche questo Rito, compiuto secoli or sono o solo pochi anni fa.

Fin dall’antichità infatti il nome «chiesa» è stato esteso dalle persone riunite all’edificio in cui la Comunità cristiana si riunisce per ascoltare la Parola di Dio, celebrare e conservare l’Eucaristia, ricevere i Sacramenti e vivere l’Anno liturgico in tutta la sua ricchezza.

Domenica 6 settembre questo appuntamento è stato vissuto dalla Comunità cristiana del capoluogo sistino, che celebra in questo giorno l’Anniversario, rinnovando il rendimento di Grazie al Signore per il dono del Tempio, espressione simbolica della Comunione tra i Fedeli e dei Fedeli con Dio; tanto più simbolica, poi, in quanto, dopo circa quattro secoli di storia come Cattedrale dell’antica Sede vescovile di Montalto, essa oggi è, insieme alla Cattedrale di San Benedetto del Tronto e la Concattedrale ripana, segno della presenza del Pastore in mezzo al suo gregge.

Richiamando il testo della Prima Lettera ai Corinzi dell’Apostolo San Paolo (brano proclamato anche nelle assemblee liturgiche di Domenica u. s. nella Basilica Concattedrale montaltese), il compianto Cardinal Martini, dedicando una nuova chiesa in Varese, diceva: “La seconda lettura ci parla di quel tempio che sono i fedeli, di quel tempio che siete voi, dimora del Dio vivente in cui abita lo Spirito di Dio. Voi parrocchia che vi costruite secondo un ben preciso progetto pastorale, fondato sul servizio della Parola, sulla Preghiera, sui Sacramenti, sulla Carità: ecco il Tempio vivo che queste mura significano, che vogliamo aiutare ad edificare; a nulla varrebbero queste mura, per quanto splendide nella loro arditezza, se non significassero una comunità viva, concreta, che si costruisce secondo un processo di crescita nella carità”.

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