Vescovo Carlo Bresciani: “Il nostro approccio alla natura è contemplativo, ma non estatico”

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Montemonaco creato (11)aco crDIOCESI – Pubblichiamo l’intervento del nostro Vescovo Carlo Bresciani in occasione della “Decima giornata del creato” a Montemonaco

Il Vescovo Bresciani ha sollecitato ad avere uno sguardo universale, in questo periodo di forte difficoltà per molti fratelli, uomini, donne e bambini in fuga dalle guerre e dalle violenze, in particolare ha affermato a riguardo del tema della “decima giornata del creato”: “Costruiamo acquedotti, strade, case: non possiamo non intervenire sulla natura, perché altrimenti sarebbero inaffidabili.

Il nostro approccio alla natura è contemplativo, ma non estatico (“lasciamo tutto così”…). Noi siamo in gioco con la nostra responsabilità di persone che vivono dentro questa realtà, viva e che vuole vivere,  che ci dà la vita, ma ci deve rendere attenti, perchè l’ambiente che abitiamo permetta, a noi e a chi verrà dopo di noi, di usare la natura. Noi la usiamo perché mangiamo, perché beviamo, perché tracciamo strade.
Cosa altera il tutto? Quando adottiamo un approccio consumistico, siamo portati ad accaparrarci i beni e quindi a sfruttare in maniera sbagliata ciò che la natura ci può dare.
Questa è anche una delle cause delle migrazioni a cui stiamo assistendo.
Dovremmo chiederci perché queste persone si spostano: non lo fanno per gusto di avventura, ma perché l’accaparramento di beni in cui ci siamo imbarcati danneggia la natura e anche la nostra realtà umana, non permettendo più di trarre il necessario per vivere. Non dobbiamo cercare allora l’approccio estatico, ma la capacità della sobrietà: il consumismo porta a non sapere più neanche smaltire e questo tocca il nostro stile di vita. Tutto ciò che si aggiunge a quello di cui abbiamo bisogno non è per noi, lo sprechiamo, e questo genera una negatività profonda. Dobbiamo educarci alla sobrietà.

A volte si sente dire che non si deve “ toccare la natura”. In realtà non è così: se i boschi non li curiamo, non stiamo “rispettando” la natura.
C’è intervento e c’è distruzione. Non a caso la Bibbia dice “Prenditi cura”. Tocca a noi uomini: se non ce ne prendiamo cura, non avremo un mondo vitale; se lo curiamo, avremo un mondo vitale. E quindi resta centrale l’uomo, poiché è lui a doversi prendere cura della natura e degli animali. Con la cura che gli è stata affidata egli deve rendere il mondo più abitabile e bello,  intervenendo sulla natura per esempio nel caso di una frana o quando cadono gli alberi sulla strada. Laudato sii, Signore, perché ci hai dato un mondo bello, un mondo che noi usiamo, ma di cui non possiamo abusare. Se abuso dell’acqua, abuso di tutti noi; se abuso della natura, non è qualcosa che riguarda solo me; se lascio per terra un sacchetto di plastica, io ho abusato di me e di voi e di tutti quelli che verranno. Se noi nel nostro piccolo facciamo il possibile, aiutiamo i responsabili ad adottare politiche più adeguate, possiamo rispondere meglio al dono che il Creatore ci ha fatto, perché – ricordiamo – la natura e il mondo sono dono di Dio”.

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