Bagnasco: “Chiesa europea e italiana pronta a mobilitarsi per accoglienza migranti”

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Cardinale BagnascoDi Zenit

“Ci siamo e siamo grati al Papa di questo appello: la Chiesa europea e italiana è pronta a mobilitarsi per l’accoglienza”. Così in sintesi risponde alle parole del Papa oggi all’Angelus, sull’emergenza migranti, il cardinale Angelo Bagnasco ai microfoni di Radio Vaticana.

Il vice-presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa) e presidente della Conferenza Episcopale italiana esprime “una grande riconoscenza al Santo Padre, che ci precede sempre sulle vie del Vangelo e ci indica le strade migliori per poterlo attuale con fedeltà”. “Questa indicazione è molto concreta e di una grande efficacia: spero sia un aiuto e uno stimolo per tutti i Paesi dell’Europa”, afferma il porporato, assicurando che “sicuramente ci sarà una pronta risposta” e che della questione se ne parlerà la prossima settimana, durante la Plenaria dei presidenti delle Conferenze Episcopali europee, a Gerusalemme. “Sarà anche un ulteriore stimolo per un sempre più profondo legame tra le diverse chiese che sono in Europa”, dice.

Significativo, inoltre, secondo il cardinale, che il Papa abbia collegato questo appello all’accoglienza all’Anno della Misericordia. “È stata anche questa – dichiara all’emittente – una grande intuizione di Papa Francesco per poter esprimere con un segno visibile – vorrei dire universale, ma diciamo pure continentale – l’Anno della Misericordia”.

“Sia dall’Europa che a livello più internazionale – aggiunge – mi sembra che ci siano segnali positivi. Lo spettacolo di questa disperazione, che affronta qualunque rischio, non poteva non toccare il cuore e la mente di tutti. In Italia, la gente, le nostre comunità, le amministrazioni cercano di rispondere già da molto tempo e al meglio possibile. Però, se ci sarà questa coralità, questa concertazione a livello europeo, che si è sempre invocata – la abbiamo sempre invocata come vescovi italiani-  sarà un aiuto per tutti, a cominciare proprio da questa povera gente”.

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