Quelle donne ”pro-vocanti” in nome del Vangelo

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MaddalenaDi Gigliola Alfaro
Sono state oltre 250 le consacrate provenienti dalle varie diocesi italiane che hanno partecipato all’Incontro nazionale dell’Ordo virginum, che si è concluso domenica 30 agosto al Seminario arcivescovile di Milano, a Venegono Inferiore (Va). Giovedì 27 agosto si è svolto un seminario di studio sull’”Obbedienza nel carisma dell’Ordo virginum”, si è proseguito da venerdì 28 agosto con l’Incontro nazionale vero e proprio, dedicato alla costituzione dogmatica “Dei Verbum”, che proprio quest’anno compie cinquant’anni dalla sua approvazione. Parliamo con Maddalena Mazzeschi, del gruppo di collegamento nazionale dell’Ordo virginum, per un bilancio dell’appuntamento. Il prossimo anno, dal 28 al 31 gennaio, ci sarà a Roma un convegno internazionale, per la conclusione dell’Anno della Vita consacrata.
Perché avete dedicato l’Incontro alla Dei Verbum?
“Abbiamo scelto di dedicare ogni anno il nostro appuntamento a una costituzione del Concilio Vaticano II. L’anno prossimo concluderemo il ciclo con la Lumen gentium. Grazie alla relazione della monaca della Comunità di Bose Lisa Cremaschi e a quella di una di noi, Elisa Chiorrini, abbiamo approfondito la Dei Verbum sia in generale sia rispetto alla specificità della nostra vocazione”.
Avete riflettuto sull’importanza della Parola di Dio nella vita della donna consacrata nell’Ordo: quali gli elementi più interessanti?
“Ascoltando la Parola di Dio, leggi la tua vita e sei nella condizione di affrontare la quotidianità avendo davanti a te la risposta che Dio dà ad ogni atto che sei chiamata a compiere”.
Nel mondo di oggi quale deve essere la testimonianza della donna consacrata nell’Ordo virginum, alla luce della Parola di Dio?
“La Parola è il filo conduttore di ogni nostra azione quotidiana. Il Vangelo non è un libro che si legge, ma un libro che si vive. Questa è la nostra testimonianza: porci davanti ad ogni atto della nostra vita, che condividiamo con il popolo di Dio nel mezzo al quale ci troviamo, in sintonia con la Parola. In questo modo la testimonianza è vera e forte”.
All’Incontro è intervenuto anche il cardinale Angelo Scola: com’è andata?
“Oltre alla relazione sulla Dei Verbum, è stato bello il confronto che abbiamo avuto con lui. Il porporato, infatti, ha risposto alle domande che gli abbiamo posto attraverso WhatsApp. Rifacendosi alla Nota pastorale della Cei sull’Ordo, ci ha confermato nel cammino che stiamo facendo. Secondo il cardinale l’Ordo virginum è la risposta che, in particolare, l’Europa aspetta come testimonianza. Noi non abbiamo dei segni di riconoscimento e, quindi, più facilmente possiamo arrivare in ogni ambiente, dove possiamo offrire la nostra testimonianza”.
Durante l’Incontro avete anche presentato un libro che avete pubblicato in occasione dell’Anno della Vita consacrata…
“Sì, ne abbiamo parlato proprio durante l’incontro con il cardinale Scola, che ha scritto la prefazione e ci ha suggerito il titolo: donne pro-vocanti, cioè donne protese verso la vocazione e, al tempo stesso, donne con uno stile che provoca e fa riavvicinare alla Parola di Dio e alla vita della Chiesa. Nel libro abbiamo raccolto venti testimonianze di consacrate dell’Ordo virginum: sedici dalle altrettante Regioni ecclesiastiche presenti nel nostro Paese e quattro del gruppo di collegamento nazionale”.
L’Incontro nazionale è itinerante: ogni anno si va in una diocesi diversa. Cosa sta alla base di questa scelta?
“C’è una questione di logistica: scegliamo a rotazione una diocesi del Nord, del Centro e del Sud, per venire incontro alle esigenze delle consacrate che provengono da tutta Italia. Inoltre, in questo modo, abbiamo la possibilità di conoscere la Chiesa locale che ci ospita e la Regione ecclesiastica dove si trova la diocesi, come pure la realtà civile, sociale, culturale, politica”.
Quante sono attualmente le donne consacrate nell’Ordo virginum?
“Siamo circa 600-650 già consacrate. Tra le 400 e le 500 in formazione. Sono numeri notevoli, che indicano un’esigenza attuale che le donne hanno di consacrarsi rimanendo nel mondo”.
Facendo un bilancio dell’Incontro nazionale quali sono stati gli elementi più interessanti?
“Certamente, una riscoperta della Parola di Dio come filo conduttore della vita nel quotidiano. Ci sono state delle testimonianze: una consacrata ha raccontato come vive la Parola di Dio nel suo impegno nella Chiesa, un’altra nell’ambiente di lavoro e un’altra ancora all’interno del suo impegno politico. La Parola di Dio è qualcosa di vivo ed efficace in ogni ambiente di vita. È questo il nostro stile di consacrazione. Ciascuna di noi individua nella sua vita cosa la Parola di Dio le chiede di fare”.

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