Pompei, crolli e cadute, restauri e risalite

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PompeiL’Italia come Pompei. Pompei come l’Italia. Prima il fulgore della storia, dell’arte, della bellezza. Poi la caduta, i crolli, il degrado. Ma anche la voglia di rialzarsi e riprovare a mettersi in gioco. La vita spesso è così. E le vicende che riguardano Pompei sono, in questo senso, emblematiche. Per ciascuno di noi e per tutta l’Italia. Ieri il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, è intervenuto agli Scavi di Pompei alla riapertura al pubblico della Palestra Grande, chiusa dal 2008. All’interno dell’edificio, che è stato oggetto di un intervento di restauro, sono anche stati collocati gli straordinari affreschi del complesso di Moregine, finora esibiti in mostre internazionali. “Su Pompei il vento è cambiato – ha sostenuto il ministro -, lo testimoniano gli ispettori Unesco. L’Italia deve essere orgogliosa del lavoro che si sta facendo. Non sarà qualche episodio negativo a cancellare la forza formidabile di questo lavoro”.
Già, qualche episodio negativo… L’ultimo della serie è l’assemblea dei dipendenti che il 24 luglio scorso ha costretto migliaia di turisti a una lunga attesa sotto il sole. Ma Pompei, e in generale l’Italia, non dovrebbero scommettere sulla loro arte straordinaria come volano di sviluppo e traino per il turismo? Per non parlare dei crolli che, a più riprese, hanno cancellato pezzi di arte e di storia a Pompei. Crolli e cadute, che in senso metaforico riguardano un po’ tutto il Bel Paese…
Eppure, non bisogna solo disperare. L’ultimo capitolo della storia a Pompei è proprio la riapertura della Palestra Grande, un segno di speranza per la città, per il Sud e per l’Italia. Un segno che il Sud può farcela, che l’Italia tutta può vincere la sfida. Ma non deve restare un episodio isolato, tra tanti altri fatti negativi. Allora, forse, se ci impegniamo, se diventiamo tutti più responsabili, se impariamo a ricordare chi siamo e qual è la nostra storia, se diventiamo capaci di valorizzarla e di amarla questa storia, non solo potremo vantare un glorioso passato, ma soprattutto potremo credere anche in un futuro di vita buona per tutti…

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