Raggiungere Montalto per ammirarne i preziosi rari tesori del museo diocesano

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MuseiDi Lauretanum

MONTALTO DELLE MARCHE – Nell’estate della nostra Diocesi, piena di tante iniziative, sia dal punto di vista civile che da quello ecclesiale, spiccano come delle vere gemme le numerose proposte di visita e di approfondimento culturale dei nostri Musei Sistini.

Nati ormai tanti anni fa dalla geniale intuizione dell’allora Vescovo Giuseppe Chiaretti, e presieduti in questi stessi anni dalla competente attenzione di Monsignor Vincenzo Catani, che costantemente si è potuto avvalere dell’altrettanto competente direzione della Dottoressa Paola Di Girolami, infaticabile nel suo zelo a favore delle dieci Sedi della rete museale, che congiungono la costa alla montagna, in un ideale percorso di storia e di arte, essi fanno fare al visitatore un viaggio a ritroso nelle origini della nostra Chiesa locale, raggiungendo le Sedi più illustri delle antiche Diocesi di Ripatransone e di Montalto, e legandole ancor più profondamente alla nuova Città vescovile di San Benedetto del Tronto.
E proprio a Montalto, nella Sede che è ospitata al secondo piano del pregevole Palazzo del Seminario Vescovile, il turista o il pellegrino che raggiunga l’antica Cattedrale Sistina, può davvero, avvalendosi della guida dei Collaboratori del Museo, toccare con mano la lunga e ricca tradizione delle nostre chiese del territorio rurale della Marca picena, costruite sulle dorsali delle nostre valli, e strette intorno al magnifico tempio voluto ed eretto da Papa Peretti. Sicuramente il pezzo più insigne della già preziosa collezione di paramenti sacri, suppellettile d’altare, legni e tele a tema religioso e liturgico, è il Reliquiario dello stesso Pontefice, donato alla Comunità montaltese in ragione dello stretto legame di affetto che Papa Sisto V ebbe durante tutta la sua vita con quella che egli definì in più di un’occasione sua “Patria carissima”.

Già voluto addirittura dal Museo del Louvre di Parigi in un’importante esposizione sull’oreficeria francese coeva al raro manufatto, e recentemente restaurato, ancora una volta a cura dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, può essere ammirato, insieme a tutto il resto dell’esposizione ogni giorno del mese di agosto e fino al 7 settembre ogni giorno, tranne il Lunedì, dalle 16 alle 19 (il Venerdì e il Sabato anche dalle 9:30 alle 12:30, e poi dalle 15:30 alle 19:30, e questo anche fino al 30 settembre; aperture straordinarie serali nei giorni 13 e 14 agosto, dalle 17 alle 23).

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