Fiorella e Anna ci raccontano il pellegrinaggio a Lourdes

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

gruppoDi Lara Facchini

I volti che ci accompagnano sul Treno bianco Unitalsi con destinazione Lourdes sono per lo più familiari, amicizie solide che vengono da anni di pellegrinaggi insieme. Io stessa sono da ben nove anni in Unitalsi, questo è stato il mio sesto pellegrinaggio, il quarto con la Sezione di San Benedetto del Tronto, con il gruppo di Castignano, che vede ogni anno a luglio una folta partecipazione, nonostante siano diminuiti i giovani per via della crisi economica, ma c’è la speranza di una ripresa generale che faccia sì che torni la compagnia al completo.

Maria però non chiama a Lourdes soltanto chi già conosce, anzi ogni anno ha il piacere di vedere davanti alla Grotta persone nuove, che scoprono il Paradiso ai piedi dei Pirenei per la prima volta. Abbiamo chiesto a due nuove unitalsiane impressioni sul pellegrinaggio che vivevano per la prima volta.

Fiorella accompagnava come pellegrina la sua amica Claudia.

Fiorella come è nata l’idea di recarti a Lourdes e come la immaginavi?
«La mia amica Claudia, che ha già fatto altri pellegrinaggi con il treno bianco, mi ha chiesto di accompagnarla, perché nessuno dei figli quest’anno poteva partire con lei, e siccome da diversi anni avevo l’idea di recarmici ho accettato subito con piacere. Lourdes pensavo fosse come un qualsiasi altro luogo Santo, tipo Loreto, San Pietro a Roma, luoghi pieni di fedeli e di persone credenti».

Come è stata invece questa esperienza?
«Fantastica, molto meglio di quello che avevo immaginato. È tutto bello, eccezionale, speciale. Mi sono immedesimata nella storia di Bernardette, ho percorso i suoi passi e ho cercato di vivere Lourdes nel modo più simile a quello vissuto dalla veggente. La Madonna certamente è il culto principale, ma anche Bernardette ha un ruolo molto importante, perché ce l’ha fatta conoscere. Mi ha colpito molto l’organizzazione dell’Unitalsi, la cura dei malati, e anche la bellezza di questo luogo, la magia e la grande fede che si vive qui».

Anna è infermiera all’Ospedale ‘Murri’ di Fermo, in pediatria. Ha scelto di mettere a disposizione la sua professionalità come volontaria, vestendo anche i panni di nonna della piccola Maria Stella quando non era di turno, per permettere alla figlia Arianna e al genero Manilo di prestare servizio anche loro al Salus come volontari.

Anna come è nata l’idea di recarti a Lourdes e come la immaginavi?
«Avevo un grande desiderio di venire, per una promessa da mantenere, ma il lavoro e problemi vari non mi avevano mai dato occasione di poter partire per Lourdes. Mia figlia e mio genero ci erano già stati e dai loro racconti, dalle esperienze di altre amici, dalla tv, mi ero fatta una vaga idea su come fosse questo luogo, sapevo che era diversa da altri Santuari».

Come è stata invece questa esperienza?
«È stata diversa da quello che pensavo, in positivo ovviamente. Ero stata alla ‘Piccola Lourdes’ vicino a Vicenza, e le sembianze sono simili. Un pellegrinaggio fantastico, eccezionale, emozionante, un servizio organizzato.
Non pensavo di fare turni veri e propri come in ospedale, la gente si può affidare pienamente, ci sono veri e propri professionisti in ogni campo, la gente si tranquillizza nel vedere tutto questo. Sono soddisfatta e sono contenta di essere stata utile al prossimo e di aver messo a disposizione di chi ha bisogno il mio lavoro e la mia esperienza. Spero di tornare in futuro».

È doverosa una puntualizzazione, perché alcune dichiarazioni potrebbero essere travisate.
Tutti i Santuari Mariani e non sono luoghi di culto, devozione, la Madonna è sempre presente in mezzo a noi, così come Gesù, Dio, e i Santi a cui sono dedicati.
Lourdes è diversa, perché una volta entrati nei cancelli del Santuario c’è sola la fede, il silenzio e la preghiera. Non ci sono negozi, solo malati, pellegrini e volontari.
Lourdes è un angolo di Paradiso, al contrario di altri luoghi dove il Sacro e il profano vanno a braccetto.
L’unica differenza è questa, tutto il mondo esterno rimane fuori dai cancelli della Basilica, davanti alla Grotta c’è solo la persona, la sua fede, la sua anima e il suo

cuore. Ecco la differenza.

One thought on “Fiorella e Anna ci raccontano il pellegrinaggio a Lourdes

  • 29 luglio 2015 at 08:52
    Permalink

    Grazie per la testimonianza. E’ molto bello e interessante sentire le storie di coloro che hanno fatto visita ad un luogo così pieno di spiritualità come Lourdes. Sono dei racconti che possono convincere anche i più scettici a cambiare idea.

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *