Vescovi “I cattolici non possono ricorrere alla fecondazione assistita ‘in vitro'”

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“I cattolici non possono ricorrere alla fecondazione assistita ‘in vitro’ che sfrutta gli esseri umani per un’ipotetica sopravvivenza degli altri”. Lo affermano i vescovi polacchi in un comunicato, a breve distanza dalla firma, da parte del presidente Bronislaw Komorowski, della normativa sulle pratiche di medicina riproduttiva, finora assente nella legislazione polacca. I presuli che di recente hanno più volte ricordato i dettami del magistero, esprimono la loro “più profonda delusione” e “il grande dolore” rilevando quanto le nuove tecniche mediche che “testimoniano le possibilità dell’arte medica” devono “essere valutate da un punto di vista morale e in relazione alla dignità della persona umana chiamata a realizzare la sua vocazione nel dono dell’amore e della vita”. Il testo fa appello ai “cattolici” e a “tutte le persone di buona volontà” affinché “preservino ogni vita umana dal momento del concepimento” ed esprime la sollecitudine dei vescovi per “le persone nate con il metodo in vitro”. I presuli, inoltre, incoraggiano le coppie desiderose di avere figli a ricorrere ai metodi “leciti dal punto di vista morale” o all’adozione “degli orfani che per un loro corretto sviluppo umano hanno bisogno della famiglia”. Prima di entrare in vigore, la legge sarà valutata dal Tribunale costituzionale e, inoltre, potrà essere modificata dal nuovo Parlamento insediato a seguito delle politiche del 25 ottobre prossimo.

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