A tu per tu con Laura Venditti, che ci racconta la sua “Zangi-bar”

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GROTTAMMARE – E’ un successo ampiamente meritato, quello di Laura Venditti, autrice di un bellissimo “reportage” nell’isola africana di Zanzibar, intitolato “Zangi-bar”. In appena 20 tavole fotografiche, il visitatore è stato coinvolto in un percorso fotografico che rimanda a quei luoghi ricchi di colori e di spezie, di sguardi profondi e paesaggi selvaggi.
La mostra sui è conclusa ieri, giovedì 16 settembre e con l’occasione abbiamo avuto il piacere di conversare con lei.

MS: Laura Venditti, eclettica fotografa della riviera, che opera come professionista da oltre trent’anni sul territorio ed ora anche nei reportage all’estero?
Questa è una mia passione personale, ma è un’eccezione perché mi occupo dei servizi fotografici cerimoniali.

MS: Come nasce e che cosa vuole raccontare questo reportage?
Questo  tipo di reportage non è certamente un’esperienza nuova per me, infatti in passato ho collaborato con una associazione umanitaria per  trovare fondi per costruire un ambulatorio, una mostra intitolata “Senegal…la forza…lo sguardo”. Chiamarono me,  per raccontare, attraverso i miei scatti, la vita, la dura quotidianità di quei luoghi.  Dal Senegal, dopo 4 anni ho sentito l’esigenza di tornare in Africa questa  volta in Tanzania nell’isola di Zanzibar. Da qui prende il  nome della mia mostra “Zangi-bar” , perché in origine questo era il nome che i persiani dettero all’isola. E’ stato un giro itinerante per i luoghi caratteristici, dove ho potuto apprezzare le bellezze di questi territori. Facendo un giro tra i villaggi ho potuto catturare  i volti , le espressioni della gente, in particolare dei bambini e delle donne dei villaggi. Da qui nasce il mio reportage.

MS: Zanzibar, una realtà bella e dannata, un luogo unico che vive il dramma della povertà testimoniata dalle tue immagini.
Come puoi vedere dalle immagini, i volti dei bambini sono carichi di gioia ed esprimono solarità, nonostante sia un territorio poverissimo. Nonostante le forti carenze socio-economiche sanno affrontare la vita con dignità e voglia di andare avanti, in ogni momento.

MS: questa quotidianità è particolare  e le tue foto ce le raccontano con novizia di particolari e noto una certa predisposizione  degli stessi modelli a farsi catturare.
Alcuni si prestano, ma uso due tecniche diverse. La prima consiste nel catturare il loro sguardo attraverso la relazione con loro. La seconda richiede molta pazienza perché cattura le immagini con scatti rubati.

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