Tempo di estate, il racconto dei seminaristi del Seminario Regionale Marche

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EmanueleEmanuele Piazzai

MARCHE – E finalmente arriva anche per i seminaristi il tempo dell’estate. A volte mi diverto a pensare a come la gente immagini “l’estate del seminarista”: immagino ci siano quelli che pensano che una volta finiti gli esami abbiamo 3 mesi di svago e di libertà prima di rientrare in seminario, oppure quelli che pensano che tra un camposcuola e un altro non abbiamo neanche il tempo di fermarci e trascorre un giorno al. Probabilmente c’è un po’ di tutto questo: c’è il tempo per riprendere fiato e godersi un po’ la famiglia e gli amici, con il sacrosanto desiderio di “staccare la spina” per un po’, ma c’è anche il tempo per reimmergersi nella vita della propria diocesi, che magari durante l’anno si è un po’ faticato a vivere e che ora si può “recuperare”. Sì, c’è tutto questo nella nostra estate… ma non solo! Il seminario propone le cosiddette “esperienze estive”, che hanno lo scopo di far vivere un’esperienza formativa anche durante il periodo dell’estate. Ricordo con gioia questi momenti vissuti negli anni passati di cammino, alcuni dei quali sono state vere e proprie occasioni di grazia, come la route nell’estate del 2°anno di seminario insieme ai miei fratelli del 1° biennio e al rettore Don Luciano. Tuttavia l’esperienza che porto maggiormente nel cuore è la partecipazione al campo ecumenico a Montorso nell’estate del 3° anno, in cui ho potuto conoscere “sul campo” le varie confessioni cristiane rappresentate da gruppi provenienti da varie parti d’Europa, e in particolare ringrazio ancora oggi il Signore per avermi mostrato come noi giovani abbiamo la possibilità di vivere il dialogo ecumenico a partire da una caratteristica che ci accomuna: la fraternità.

E quest’anno? La mia estate sarà ancora più affascinante: viene infatti proposto a noi del 5° anno di organizzarci per vivere un’esperienza di missione di almeno un mese, informandoci sulle realtà missionarie del nostro territorio e prendendo poi i contatti direttamente con loro. Io avrò la grazia di vivere questa esperienza in Equador, appoggiato a una missione dell’Omg, dall’8 luglio al 18 agosto. Non vi nascondo la mia trepidazione nel poter vivere questa “strana” estate alla scoperta di un modo di vivere la Chiesa che non conosco, ma che sono chiamato ad accogliere e da cui devo lasciarmi accogliere. Il tutto, per me, si colora di uno stupore ancora maggiore, perché vivrò questa esperienza missionaria poche settimane prima della mia ordinazione diaconale. Beh, che dire, proprio un bel modo per prepararsi ad essere servo!

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