Il Museo degli antichi mestieri ambulanti su Bicicletta a Montelparo

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di Giuseppe Mariucci

MONTELPARO – Tra le molte attrattive di cui Montelparo si può far vanto ed è custode  (molte delle quali abbiamo presentato ultimamente) vogliamo parlare, questa volta, di una cosa davvero straordinaria, rarissima se non unica in Italia. Ci riferiamo al “Museo degli Antichi mestieri ambulanti su bicicletta”. Si tratta di una stranissima collezione di oltre 50 antiche biciclette che furono costruite per svolgere le più disparate attività lavorative, dal medico all’arrotino al calzolaio. È la particolare descrizione di un modo di vivere degli anni ‘20 –’60, quando possedere un’automobile era un lusso e gli artigiani salivano su una bicicletta ingegnosamente modificata e attrezzata con gli strumenti del mestiere, con tutto il necessario per svolgere, nel domicilio dei loro clienti, il loro mestiere e trascorrere mesi interi lontani da casa.

La raccolta è il frutto della costante e appassionata ricerca di Lauro Lupi,  montelparese, artigiano del ferro e del legno, che ha realizzato il suo sogno di ripercorrere le sensazioni dell’infanzia, quando lui stesso da bambino ha conosciuto l’impagliatore di sedie, il lattaio, il cantastorie, e il gelataio che arrivavano in bicicletta. Il venditore di gelati era uno dei personaggi più attesi nelle strade dei paesi e nelle periferie dei centri urbani più grandi. “Arrivava spingendo sui pedali del carretto a tre ruote, – così racconta Lauro – un triciclo riadattato che trasportava il carico di coni e di sorbetti conservati tra il ghiaccio, e ad alta voce lanciava il richiamo: “Vado via!….!”  Ed era un accorrere di bambini e di mamme.

E poi c’erano il fotografo e il manovratore di grammofono, che arrivavano ad allietare mercati e feste di paese. C’era l’arrotino. Il lattaio, che portava sull’uscio di casa il latte appena munto. Il barbiere, il pollivendolo, lo spazzacamino, il norcino, il venditore di scope. Tutto un mondo di persone, di conoscenze e di modi di lavorare di cui si è quasi persa la memoria. Si è perso, soprattutto, lo spirito che ha fatto crescere l’Italia, l’Italia industriosa della piccola impresa.

Oggi visitare questo piccolo, quasi sconosciuto museo non è solo un immergersi nel passato, ma è soprattutto vivere in un’atmosfera, in un agitarsi di sensazioni che può farci riprendere coscienza del nostro essere! Può darci coraggio e vigore in un’epoca così difficile e disorientata, in cui è difficile ritrovare il senso di concretezza e la capacità di sopportare il sacrificio e non si apprezza il valore dei lavori umili e semplici attraverso cui può esprimersi le capacità dell’uomo.

Oggi il museo, che ha sede nella navata di sinistra della Chiesa di San Michele Arcangelo di Montelparo con ingresso dedicato, è visitabile su richiesta. Ha avuto più di un passaggio nei programmi della Rai. L’ultimo proprio qualche sabato fa, durante la trasmissione TGR Regione, con la competente e lucida descrizione della Dottoressa Letizia Ferracuti!

Lauro Lupi, il 20 giugno 2011, ha inaugurato inoltre a Capparuccia – Ponzano di Fermo (FM), una mostra dal titolo “Mesi del campo” – Momenti di vita contadina”, in un area di 700mq, si può visitare la mostra su appuntamento consultabile nel sito: www.museoculturapopolare.it .

All’interno del museo, oltre alla cultura popolare, sono state allestite delle scuole e gli asili completamente ambientate ai tempi antichi con lavagne, giochi, banchi e cattedre. Troviamo anche più di 60 ambienti come le vecchie botteghe, il dentista, il cappellaio, l’osteria e tanti altri ancora; insomma un bel modo per far tornare alla memoria i sapori di un tempo, ma soprattutto la voglia di raccontare ai propri figli e nipoti i momenti di vita contadina di un epoca che resterà solo nella memoria di chi l’ha vissuta.

One thought on “Il Museo degli antichi mestieri ambulanti su Bicicletta a Montelparo

  • 19 settembre 2015 at 22:53
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    Oggi 19.9.2015 questo grande patrimonio storico è venuto a Bologna per l’inaugurazione della “Tangenziale delle Bici” e con la presenza di Felice Gimondi.
    Rivedere queste biciclette da lavoro suscita ricordi a non finire in chi le vide da bambino!
    Grazie Mille al Signor Lupi!

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