Conosciamo il libro “Monte Rinaldo” di Settimio Virgili

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Un santuario, un’area cultuale di epoca ellenistico-romana in mezzo alla campagna, con una domus romana, un tempio, una cisterna per le abluzioni rituali…pavimenti a mosaico…”Monte Rinaldo” di Settimio Virgili , professore e appassionato di archeologia, tradizioni e studi territoriali di Carassai, con questa sua ultima ” produzione” letteraria ci immerge nella storia locale.
Già autore di una decina di testi come autore e co-autore sempre su quella storia cosiddetta ” minore”, ma non per questo meno importante di quella “maggiore”, troviamo nel volumetto, di 125 pagine, tante curiose ed interessanti notizie su Monterinaldo. Il borgo, di 406 abitanti, sito in provincia di Femo, tra l’Aso e l’Ete vivo, si trova sui Monti Sibillini, vicino ad Ortezzano.
L’analisi di Virgili si addentra sulla storia del santuario romano, rinvenuto intorno al 1957 casulmente, in seguito ad uno “scasso” nel terreno dell’agricoltore Pietro Ricci, poi escavato grazie al sindaco dell’epoca, Ivo Astolfi.
Tali scavi iniziali delusero in parte le aspettative, perchè si era creduto di ritrovare l’antica città romana scomparsa di “Novana”, invece si tratta solo di un’area santuariale. Come è noto, in epoca picena e poi successivamente romana, i templi erano collocati fuori dal centro abitato, in altura e alle volte, addirittura in zone rurali, vicino a “pagi” , ossia villaggetti o grappoli di case, come ancora ritroviamo spesso oggi nelle nostre campagne, dove, vicino a varie contrade con case, vi ė una cappellina sacra o chiesolina per il culto . Nel testo, oltre ad alcune notizie moderne sul paese, vi sono ipotesi sulla scomparsa di Novana, note sul santuario romano, la storia del “Castello di Bucchiano”, le chiese di ieri e oggi, le confraternite, i monti frumentari ( monti di pietà ) ed altre curiosità, nonchè il ricordo di alcuni personaggi monterinaldesi. Tra questi ricordiamo il conte Antonini, prete e notaio , già citato dal Colucci, vissuto nel XVI secolo, Don Serafino Antonini, morto nel 1819, considerato ” un santo della quotinianeità”, proprio per non essere ricordato per grandi imprese, ma per la sua umiltà e dedizione al lavoro pastorale ed alla cura delle anime. viene poi ricordato Alceo FeliIani, un chirurgio plastico e politico risorgimentale, Mons. Giuseppe Roscioli, morto nel 1989. Una raccolta preziosa di storia locale, quella effettiata da Settimio Virgili, in cui sono stati raccolti , radunati e organizzati vari documenti su Monterinaldo, la cui storia, soprattutto archeologica, è ancora tutta da scoprire e da valorizzare.

Soprattutto per quanto riguarda la scomparsa città romana di Novana, il dibattito è aperto, anche studiosi moderni hanno cercato di identificarla, senza prove inconfutabili, ne conosciamo la realtà dai documenti, ma non vi è una certezza assoluta sulla sua ubicazione, che resta ancora un mistero.

image

Susanna Faviani

Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *