Via i libretti gender dalle scuole

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Da Zenit

Venezia si era presentata negli ultimi due anni come Comune “all’avanguardia” nella diffusione della teoria del gender nelle scuole, a partire dalle scuole dell’infanzia.

Il nuovo sindaco Luigi Brugnaro, tuttavia, è stato di parola: durante la campagna elettorale aveva promesso di bandire tali opuscoli e la restituzione della libertà di educazione alle famiglie.

Così è stato e, dopo appena una settimana dal suo insediamento, Brugnaro ha predisposto il ritiro di 1098 volumi, per un totale di 36 titoli, che, da ora in poi, non saranno più a disposizione delle scuole comunali ma esclusivamente delle biblioteche.

All’inizio del 2014, la consigliera comunale Camilla Seibezzi, delegata ai diritti civili e contro le discriminazioni aveva approvato la diffusione dei libricini, che attraverso favole illustrate, mostravano ai più piccoli la presunta normalità della genitorialità omosessuale nel mondo animale: il piccolo pinguino allevato da due papà, il gattino cresciuto da due mamme, ecc.

L’operazione aveva suscitato forti perplessità nell’ex sindaco Giorgio Orsoni e nell’allora assessore alla Scuola, Tiziana Agostini, pur essendo l’intera operazione, costata 10mila euro. L’adozione del testo era stata poi lasciata alla discrezionalità degli insegnanti.

“Nessun bambino sarà discriminato o trattato diversamente – ha dichiarato il sindaco – nella loro casa potranno esserci papà 1 e papà 2, mamma 1 e mamma 2 e sarà certamente incoraggiata qualsiasi integrazione, ma va riconosciuta la maggioranza delle persone che hanno una mamma e un papà”.

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