“Pellegrini nel Cyberspazio” A tu per tu con i ragazzi del cortometraggio “Addiction” 

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GiovaniDIOCESI – All’interno del Meeting nazionale giornalisti cattolici “Pellegrini nel Cyberspazio”, uno spazio è stato riservato ai giovani della Parrocchia Regina Pacis di Monteprandone che attraverso un breve dialogo con il conduttore, Don Adriano Bianchi, hanno fatto conoscere il loro lavoro.

Leggi i precedenti articoli:
– I vincitori del Premio giornalistico nazionale “Pellegrini nel Cyberspazio” 2015

– “Pellegrini nel Cyberspazio” – “Comunicare Dio” impresa affidata ai cattolici giornalisti

– “Pellegrini nel Cyberspazio” a tu per tu con Mons. Basel Yaldo, vescovo ausiliare di Baghdad

Sara da dove nasce questo corto? Da quale proposta di percorso?
La realizzazione di questo corto si colloca all’interno di un percorso di educazione alla fede rivolto a noi giovani della Parrocchia Regina Pacis . Attraverso il metodo dei laboratori ( di regia, montaggio e recitazione) abbiamo prodotto alcuni corti , dentro a un’impresa denominata “Felicitime”, interrogandoci su come perseguire i propri sogni e i propri obbiettivi per arrivare ad una felicità colma di senso.

Leonardo qual è il messaggio fondamentale del corto che avete presentato?
Il messaggio fondamentale che abbiamo voluto trasmettere è che per realizzarsi ed essere felici è necessario emanciparsi (liberarsi) da ogni ogni forma di dipendenza. Non può esserci felicità senza libertà.

Claudia come avete descritto nel linguaggio visivo questa emancipazione?
Tutti i protagonisti del corto, in modo diverso vengono sollecitati dalle situazioni della vita  a “risvegliarsi” e finalmente  impegnarsi per un bene più grande, che è dentro di noi e ci spinge sempre verso la vita dei fratelli e del creato ma che a volte è schiacciato da legami di dipendenza.

Valentina si può rintracciare il tema vocazionale nel vostro corto? Il tema della “chiamata”?
Certamente si, anche se non propriamente nel senso di “chiamata alla vita consacrata”! credo che solo se si è liberi dalla dipendenze  affettive o delle cose si può percepire e sentire la vocazione alla vita buona, che è la prima fondamentale vocazione di ogni uomo.

Sara all’interno di un percorso ecclesiale di fede, quale obiettivo potrebbe avere il vostro corto?
Potremmo dire che per essere veramente uomini e donne è necessaria una grande libertà che si conquista solo rinunciando agli idoli, ossia se si sciolgono i legami di dipendenza con ciò che non è Assoluto. Ogni realtà umana di per sé è buona, social e quant’altro, ma quando diventa un idolo non ci permette di sviluppare le nostre potenzialità e di essere liberi. Ci piace ricordare quello che diceva s. Paolo : Tutto è vostro’ ma voi siete di Cristo e Cristo e di Dio (1 Cor 3, 21 – 23)

I nostri complimenti a tutti i ragazzi per lo splendido lavoro realizzato.

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