A tu per tu con Sergio Tapìa Radic che ci racconta la sua mostra alla Torre Dei Gualtieri

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L'Ancora (62) - 09 - Alessio Rubicini - Intervento Sergio Tapia RadicDi Silvio Giampieri

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Negli ultimi tempi la Torre dei Gualtieri sita nella piazza del Paese Alto della città, oltre ad essere baricentro di svariate attività culturali è divenuta anche spazio espositivo.

Tra i vari artisti che si sono avvicendati nel proporre la loro arte in questo suggestivo luogo vi è anche il Maestro Sergio Tapìa Radic, oriundo del Cile e da anni residente nella vicina cittadina di Ripatransone.

La sua esposizione ha luogo dal 14 al 28 Giugno 2015 tutte le sere dalle ore 21,30 alle 24,00.

Abbiamo avuto modo di incontrarlo per parlare con lui di questa “Mostra Personale”.

Maestro, come è nata questa idea di una sua esposizione presso il Torrione di San Benedetto del Tronto?
La proposta mi è giunta dal Signor Vincenzo Rossi, quasi inaspettatamente, ma mi ha fatto molto piacere perché è stata l’occasione per conoscere meglio una nuova realtà, quella sanbenedettese. Sono rimasto molto colpito sin da subito dall’estrema disponibilità e generosità degli organizzatori, molto accoglienti e pronti ad aiutarmi anche nei più piccoli lavori manuali. Sicuramente un bel biglietto da vista per il mondo della cultura, perché ne denota una particolare attenzione.

Qual è stato il criterio di selezione delle opere che ha voluto presentare?
In primo luogo ho dovuto sottostare ad un criterio pratico. Infatti sono abituato a realizzare sculture anche di grandi dimensioni, ma ho potuto portarne soltanto due di tale foggia, per motivi logistici. La location così particolare, che richiede al visitatore di inerpicarsi sulle ripide scale della Torre, però ha permesso di valorizzare tanti piccoli manufatti, disposti in nicchie e feritoie delle antiche pareti. Inoltre ho deciso di selezionare opere dai soggetti più diversi (animali, figure femminili, personaggi religiosi …) proprio per offrire al pubblico più ampio possibile, una fonte d’interesse che potesse incuriosirli ed attirarli verso l’arte. In generale non amo seguire un tema fisso per una mostra, perché in questo modo mi è possibile rappresentare le varie stagioni della mia vita creativa. Inoltre quando creo mia piace avere le mani libere, come dice una poesia di Pablo Neruda che amo molto “Déjame sueltas las manos y el corazòn, déjame libre!” (Trad.“Lasciami libere le mani e il cuore, lasciami libero!”)

Qual è stata la prima impressione del clima culturale della realtà sanbenedettese?
La città di San Benedetto trovandosi sul mare, mi ricorda molto la mia terra natale, il Cile, quindi non posso che guardarla con simpatia, curiosità ed interesse. Dal punto di vista culturale mi ha reso tanto felice constatare l’apertura degli organizzatori all’arte nelle sue varie forme, ma soprattutto l’attenzione verso i giovani artisti, avendo avuto modo di entrare in contatto con altri miei “colleghi” che occuperanno questo spazio nei mesi a venire. Questo è il segno di un ambiente intellettualmente vivace e di una società aperta alle novità che porta con sé il futuro.

Questo è l’auspicio anche nostro ed auguriamo a lei di portare avanti delle relazioni artistiche fattive anche in questa realtà cittadina, ed al contempo che proseguano con successo di pubblico tutte le iniziative culturali presso la Torre dei Gualtieri.

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