La San Benedetto degli anni ’50  nelle foto degli “spagaroli”

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PagliaroleSAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla presenza di tante persone, sabato 20 giugno si è tenuta l’inaugurazione della mostra “Gli spagaroli di San Benedetto del Tronto dagli scatti di Valerio Volpini – immagini inedite di funai e retare del 1954” allestita, a cura del Circolo culturale “Riviera delle Palme”, presso il Museo della Civiltà marinara delle Marche (polo museale “Museo del Mare”).

Dopo i saluti di rito del sindaco, Giovanni Gaspari, e dell’Assessore alla Cultura, Margherita Sorge, hanno preso la parola dapprima Massimo Lupi, vice presidente del Circolo “Riviera delle Palme”, e poi il prof. Gastone Mosci, dell’Università degli studi di Urbino, e Giovanni Volpini, figlio dello scrittore e giornalista fanese Valerio Volpini.

Il prof. Mosci, con le stesse parole del saggio a firma di Valerio Volpini che dà anche il titolo alla mostra, ha raccontato una San Benedetto di oltre sessanta anni fa, una città che, seppur oggi invariata nel suo tessuto urbano, era totalmente diversa in quel secondo dopoguerra quando, alla voglia di rinascita, si affiancava il duro lavoro dei funai e delle retare sambenedettesi. “Vincendo la concorrenza napoletana” – ha ribadito il prof. Mosci – al pubblico presente, “i sambenedettesi conquistarono il mercato nazionale e dell’intera Europa nell’ambito delle attività legate al ciclo della corda e della canapa”.

Giovanni Volpini, che vive e lavora tra Milano e la Svizzera, ha invece raccontato come in un momento libero nella sua casa fanese, volendo riordinare gli effetti e gli scritti del padre, si sia imbattuto in una scatola contenente diversi rullini fotografici e, fra questi, quelli con su scritto “Spagaroli di San Benedetto”. E’ solo grazie alla sua generosità, quindi, e alla volontà del “Circolo Riviera delle Palme” se queste immagini ora sono in mostra presso il Museo della Civiltà marinara delle Marche.

Nelle immagini esposte sono ritratti molti bambini, donne e uomini sambenedettesi del 1954, per cui tutti coloro che volessero dare il proprio contributo riconoscendo volti di familiari o conoscenti possono rivolgersi agli operatori museali o ai componenti del Circolo “Riviera delle Palme”.

Sempre sabato 20 giugno, nell’ambito dell’inaugurazione della mostra, è stata presentata la pubblicazione “la ròte & la rète” a cura di Giuseppe Merlini, realizzata nell’ambito del progetto “Museumcultour” cofinanziato dal programma di cooperazione transfrontaliera IPA Adriatico (Ente Capofila Provincia di Ascoli Piceno).

La mostra, visitabile fino al 10 gennaio 2016, resterà aperta tutti i giorni (ad eccezione del lunedì), dalle 18 alle 24 fino al 15 settembre, poi dal 16 settembre al 10 gennaio il venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.30.

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