Scopriamo insieme la Chiesa di Santa Maria Novella in Montelparo

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Santa Maria NovellaDi Giuseppe Mariucci

MONTELPARO – La Chiesa di Santa Maria Novella è stata, fino al 1960, la seconda parrocchia di Montelparo. Era molto frequentata e, nella casa parrocchiale sita proprio a fianco della chiesa, vi abitava il parroco. L’ultimo a reggerne le sorti fu Don Egidio Petrocchi (indimenticabile Carolina Zorzan, l’anziana sua perpetua!). Soppressa la parrocchia, egli fu trasferito in quella di San Salvatore di Force proprio sulla sponda del fiume Aso. Chi, come me, ebbe l’incarico e la funzione di chierichetto (in concomitanza di quello della Chiesa di San Michele Arcangelo che all’epoca era retta dal Priore-Parroco Don Domenico D’Alessio) ricorda bene la sua simpatia e, nello stesso tempo, la sua severità nei momenti liturgici: ai suoi chierichetti non risparmiava qualche scappellotto pubblico, durante le cerimonie, se necessario!

Per qualche anno, dopo la soppressione della parrocchia di Santa Maria Novella, la casa parrocchiale divenne la sede della presidenza e dell’amministrazione dell’Istituto Mancinelli. Poi, anch’essa, rimase inesorabilmente chiusa.

Eppure anche questa chiesa, che è stata oggetto negli anni ’80 di restauro da parte della Soprintendenza ai Beni Architettonici delle Marche, ha dalla sua parte una storia memorabile e possiede tesori artistici di grande rilievo.

I primi cenni documentali della Chiesa di Santa Maria Novella in Montelparo, per tributi alla Santa Sede, risalgono agli anni 1290-1291. Il Pastori sostiene, poi, che la stessa sia stata consacrata nel 1383. La chiesa è dotata di una facciata con tetto a capanna su cui spicca un classico portale in laterizio e pietra arenaria. Le iscrizioni su due mattoni della facciata rivelano che la chiesa fu completamente rimodernata nel 1790. L’interno è in stile neo-classico con un’unica volta a botte. Qui si possono osservare, oltre all’altare centrale, due altari laterali con un confessionale del Settecento.

La chiesa, che in origine dipendeva dal Monastero Farfense e dal Priore di Santa Vittoria in Matenano, può sfoggiare anche varie opere d’arte: dipinti su tela (Benedetto da Norcia in gloria e martirio di Santa Lucia-Il pianto di San Pietro), dipinti su tavola (Madonna in trono con Bambino tra San Giovanni Battista e Maria Maddalena datato 1515 di Vincenzo Pagani n. 1480 – m. 1568 sito sopra all’altare maggiore, ma ora in restauro), affreschi e dipinti murali (Vergine con capo velato) datato XVI secolo.

Pagani

Montelparo foto

2 thoughts on “Scopriamo insieme la Chiesa di Santa Maria Novella in Montelparo

  • 22 giugno 2015 at 09:18
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    Non molti sanno che questa era la parrocchia gentilizia dei Santori-Antognozzi il cui parrocco Don Egidio Petrocchi avrebbe dovuto dedicare esclusivamente la sua cura pastorale alla sola famiglia di Santori Clarice che sposò Antognozzi Romolo (mio nonno). Ricordo ancora le discussioni accese fra Don Egidio e Romolo per la gestione delle terre donate dagli avi dei Santori alla parrocchia per il sostentamento del parroco.
    Quando S.E. Mons. Radicioni, Vescovo di Montalto e Riprasansone, prima trasferì Don Egidio a Ponte Maglio e S. Salvatore e poi declassò la parroccchia gentilizia, incamerando tutti i beni (la canonica, terre, etc.).
    Mio zio Nicola Antognozzi insegnante, per conto di Romolo Antognozzi erede di Santori, impugnò giudizialmente tale esproprio della canonica e delle terre, ma sopratutto della tela del Pagani che fu trasferita altrove (Arcivescovado?). Naturalmente soccombette nei tre gradi di giudizio!
    Tutta la famiglia Antognozzi fu battezzata nella loro chiesa gentilizia di S. Maria Novella.
    Sono molto soddisfatto che il Pagani sia stato restaurato e tornato ad essere patrimonio di Montelparo.
    Don Egidio volle concelebrare la S. Messa per il mio matrimonio ed ha battezzato i miei due figli nella nuova chiesa di Ponte Maglio perchè si sentiva ancora parroco della parrocchia gentilizia di S. Maria Novella.

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  • 22 giugno 2015 at 09:55
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    Interessanti ed utili per conoscere i luoghi frequentati anche da chi non dimora a Montelparo,ma che frequenta per origini dei genitori,trascorrendovi lunghi periodi…Ottima la relazione che mette in luce opere d’arte ed architettoniche ai più sconosciute…

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