Verso il Meeting di Grottammare, l’opinione dell’UCSI su: Etica Professionale ed Enciclica Papale

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

ucsi marcheP. Francesco Occhetta S.I., consulente UCSI

Con tre giorni di anticipo, il sito web dell’Espresso ha pubblicato il testo italiano molto atteso dell’enciclica Laudato si’, che era sotto embargo.

Dal blog di Sandro Magister si legge: “È comparsa all’improvviso sul sito on line dell’Espresso nelle ore meridiane di lunedì 15 giugno, tre giorni esatti prima del suo annunciato pubblico battesimo. L’autore di questo blog se l’è trovata anche lui davanti sullo schermo, tutta intera, sbucata chissà da dove, e allora l’ha accompagnata con qualche riga di presentazione, per introdurla in società come si conviene”.

Dopo un paio di ore la Sala Stampa Vaticana ha immediatamente confermato l’embargo, precisando che il testo divulgato non è la versione definitiva. Poi, p. Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, ha sospeso l’accredito al giornalista precisando “iniziativa scorretta, fonte di forte disagio per i moltissimi colleghi giornalisti”.

Anche come giornalisti dell’UCSI viviamo un forte disagio in queste ore. È umiliante costatare che invece di remare insieme per un giornalismo vero e corretto qualcuno sia sufficiente a rendere in-credibili tutti.

Ma lo scoop si sta trasformando in un boomerang proprio grazie a quella parte di opinione pubblica interessata al magistero di Papa Francesco, all’enciclica e ai suoi contenuti, che rifiuta di entrare in un’altra trappola mediatica simile a quella di Vatileaks.

È per questo che abbiamo raccolto nell’ambiente UCSI brevi commenti di giornalisti, quasi tutti impegnati in testate laiche, che aiutano a comprendere la vicenda. Eccoli.

 

Andrea Melodia, presidente UCSI

Perché violare un embargo? Per uno o più dei seguenti motivi:

1)Perché non si ritiene rilevante dover rispettare i colleghi, accettare le regole della giornalismo, considerare l’etica professionale una questione degna di cura.

2)Perché si accetta, più o meno consapevolmente, più o meno in cambio di guadagni o favori di varia natura, di mettersi al servizio di interessi di parte che intendono trarre vantaggi dalla fuga di notizie.

3)Perché si reputa di poter attirare sull’episodio una attenzione di natura scandalistica che si traduce in vantaggi per la testata, per l’editore o per se stessi, prescindendo da ogni criterio di qualità oggettiva.

Giudicate liberamente cosa sia applicabile al caso in questione. Ordine dei giornalisti, se ci sei batti un colpo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *