“Don, ma il gender che roba è?”

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

agenderDi Don Antonio Grappone da Zenit

Don, papa Francesco ha definito la teoria del gender “un errore della mente umana”. Che significa?

Papa Francesco ha il dono di riassumere in poche parole concetti profondi; questo a volte può generare incomprensioni in persone prevenute, o nei titoli di certi giornali… Però ha il merito inestimabile di obbligare a una riflessione seria, se siamo davvero interessati a capire il pensiero del Pontefice. L’espressione “errore della mente umana”, non l’ha inventata lui; si ritrova in teologia morale, in filosofia e in psicologia, nel contesto del rapporto tra le nostre capacità cognitive e la realtà. Non si riferisce a un errore qualsiasi: infatti nel processo di conoscenza siamo sempre esposti a sbagliare, anzi, la conoscenza umana procede naturalmente per approssimazione: “sbagliando s’impara”. Si riferisce invece a un errore strutturale, di principio, per cui, commesso quello, non possiamo imparare più nulla della realtà, ma restiamo prigionieri dell’errore.

Eppure la teoria del gender ormai è condivisa da tutti…

Questa adesione generalizzata per sé non è della gente, ma dei mezzi di comunicazione e delle potenze finanziarie e politiche, e non dimostra la giustezza della teoria. Anzi, i processi stessi di omologazione mediatica ne testimoniano indirettamente la falsità. La conoscenza della realtà è complessa, problematica, non può essere ridotta a uno schema semplicistico, allo slogan: “maschile e femminile sono una costruzione culturale, la natura non c’entra…”. Uno slogan non ammette sfumature, per questo può prestarsi a giustificare gli sviluppi più aberranti.

Dicono però che solo gli omofobi e i cattolici integralisti vi si oppongono…

È evidente che non è una questione religiosa, e tanto meno si tratta di discriminare gli omosessuali. Ma l’unico modo di promuovere una menzogna è zittire chi dice la verità. È un bisogno tipico degli “errori della mente umana”: non se ne può discutere, altrimenti ne emerge subito l’inconsistenza. Il nazismo e il comunismo sono buoni esempi di questi errori strutturali: una teoria vale più del dato reale. Quindi, poiché il reale, uomini compresi, non corrisponde alla teoria, va manipolato o eliminato. Anche quelle vecchie ideologie venivano inculcate ai bambini nelle scuole, come si vuole fare oggi con il gender. Infatti gli errori della mente umana hanno bisogno dell’imposizione, della calunnia e della violenza per sopravvivere alla realtà, non c’è altra via. Alla fine, certo, soccombono, ma a che prezzo!

Eppure la teoria del gender sembra il punto più evoluto della cultura occidentale. Opporsi significa essere retrogradi.

Il valore di una cultura è dato dalla sua capacità di interpretare il reale, di costituire cioè una relazione armonica tra le persone, la società e il mondo. Ora noi siamo in una cultura che nega il valore del reale, fino a considerarlo un dato negativo, e attribuisce a se stessa la capacità e il diritto di generare un’ alternativa al dato reale: il nemico è la realtà stessa con le sue evidenze. Ma una costruzione mentale in contrasto assoluto con la realtà si chiama delirio: non siamo più in una cultura, ma in un delirio! Nel nostro caso: un delirio di onnipotenza. Opporsi a una tal cosa non è questione di progressisti o conservatori. Significa semplicemente mantenere un equilibrio psichico.

Ma sembra che chi si oppone sia sconfitto in partenza: guarda l’Irlanda!

Il problema dell’Irlanda è semplicemente che la gente non sa più cos’è un matrimonio. È chiaro che i mezzi di cui dispone il gender per confondere e diffondersi sono incomparabilmente più efficaci di qualunque tentativo di opposizione. Tuttavia è questo il tempo di fare resistenza, di combattere centimetro per centimetro con le armi della ragione, ma anche semplicemente dell’evidenza. Ogni famiglia che mostra la bellezza del matrimonio vero è un pugno allo stomaco dei gran sacerdoti del pensiero unico. Questa resistenza, apparentemente inutile e marginale, sgretolerà il gigantesco idolo dai piedi di argilla che è la teoria del gender. Quando? non so. Speriamo presto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *