FOTO Chiusura solenne del mese di maggio a Sant’Egidio alla Vibrata

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di Sara De Simplicio

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Domenica 31 maggio, alle 20.30 nella chiesa del Sacro Cuore di Sant’Egidio alla Vibrata, si è concluso il mese di maggio dedicato a Maria.
La chiesa, gremita di fedeli, è stata “impreziosita” dalla presenza di alcune statue raffiguranti la Madonna, giunte per l’occasione dalle diverse contrade e da alcune famiglie residenti nella zona, e dal sottofondo musicale del numeroso coro santegidiese.
A presiedere la celebrazione eucaristica Don Tommaso, parroco di Sant’Egidio alla Vibrata, insieme ai missionari Don Florindo e Padre Francesco e ad alcuni ministri, tra cui il diacono Galliano, custode dell’Abbazia di Santa Maria in Montesanto, al quale è spettato il compito di proclamare l’omelia.
Il diacono ha sottolineato l’importanza della festa del Padre celeste, alla quale tutti i figli sono chiamati a partecipare: “essere figli di un Padre così è un privilegio, perché Dio è amore. E siccome l’amore di Dio è trinità ed è riversato gratuitamente su tutti noi, anche l’amore in terra deve essere sempre condiviso perché una persona da sola non può sperimentarlo davvero. L’amore, infatti, è il lievito del mondo e come Dio opera in noi solo attraverso di esso, anche noi nella nostra vita e nella nostra comunità possiamo operare solo con e attraverso l’amore, che è sinonimo di vita, pace, comprensione e perdono. Dio ha seminato questo in noi e ci ha creati per annunciare a tutti la Sua parola; Lui ci ha amato da sempre e così tanto da darci Suo figlio per la nostra salvezza, per farci tornare ad essere veri figli Suoi, degni di godere della Sua gloria. Per comportarci secondo i Suoi insegnamenti, però, dobbiamo lasciarci guidare dallo Spirito Santo che sa suggerirci come vivere quando sappiamo metterci in ascolto e lasciarlo parlare. E ciò che il Signore desidera da noi è innanzitutto l’amore per il prossimo. Questo è il comandamento che Gesù ci ha dato: amare tutti, perché se amiamo l’ultimo dei nostri fratelli (l’ammalato, l’anziano, il bambino) vuol dire che amiamo anche Lui. L’esempio più chiaro in questo senso è quello della Vergine Maria, la nostra mamma, che si è fatta serva di Dio amando sempre con umiltà e mettendo così perfettamente in pratica la volontà del Padre. Su di Lei noi possiamo sempre contare: quando siamo in difficoltà possiamo chiederle aiuto perché Lei è mediatrice tra noi e Gesù, e il Figlio accontenta sempre la Madre.

Attenzione, però, a non bussare solo nei momenti più duri perché la nostra fede non deve mai vacillare, neanche nella peggiore delle situazioni che la vita ci mette di fronte”.

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