La redazione dell’Ancora incontra il vescovo Carlo

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RedazioneDi Floriana Palestini

«Penso che lo scrivere su un giornale online o cartaceo diocesano sia un atto di responsabilità, quindi ciascuno di noi deve provare un senso di responsabilità utile ad affrontare il cammino diocesano.» Con queste parole Fernando Palestini (direttore dell’ufficio comunicazioni sociali) ha introdotto l’incontro di sabato 23 maggio con la redazione dell’Ancora; accanto a lui presenti anche il vescovo Carlo Bresciani e il direttore Pietro Pompei.

«Ciò che scriviamo credo possa aiutare chi legge, aiutare chi sta facendo un cammino, aiutare la diocesi. In questo senso quello che fa ciascuno di noi diventa un servizio vero e bello» ha continuato Fernando Palestini.

«Il giornale diocesano aiuta a far sentire la comunità più unita, a rendere partecipi gli uni degli altri: per questo ringrazio ognuno di voi per il servizio che fate alla Chiesa. Quello che scrivete dovrebbe far riflettere, suscitare domande, non inutili polemiche» ha affermato il vescovo.
Come a volte succede nelle grandi redazioni di giornali e telegiornali, la notizia viene riportata in modo errato, dando al lettore una visione distorta della realtà.
In merito a ciò, il vescovo Carlo ha esortato i collaboratori e giornalisti presenti ad essere corretti, sia nel momento in cui ci si accinge a scrivere un articolo ma soprattutto nella vita, poiché è la vita di ognuno di loro la prima testimonianza che arriva ai lettori. «Il vostro lavoro è prezioso perché fa sentire tutti i lettori parte di una comunità unita, dal paese più vicino a quello più lontano; i comuni della diocesi infatti si integrano l’uno con l’altro, si compensano. Sono contento per il numero di contatti raggiunti l’anno scorso sull’Ancora Online, una piattaforma che permettere di raggiungere molti giovani, qualche volta a discapito del cartaceo.

È importante inoltre che un giornale diocesano si qualifichi per la professionalità di chi scrive. Professionalità per me vuol dire non soltanto attenzione alla verità, ma anche una attenzione professionalità nel farsi leggere, tenendo presente il tipo di lettore e il fatto che la notizia debba essere per costui il più possibile comprensibile.
Credo che questo aiuti ad una rigorosità mentale, molto importante nella vita: essere chiari e precisi dà un ordine a tutte le cose e non solo aiuta chi usufruisce della notizia, ma diventa formativo anche per noi.»

Il direttore Pietro Pompei ha riportato alla riunione un fatto avvenuto qualche giorno fa, quando una signora lo ferma e, venuta a conoscenza del ruolo ricoperto da Pompei in diocesi, domanda lui se l’Ancora potesse pubblicare un articolo relativo ad un suo amico disabile, un articolo che gli altri giornali del territorio avevano rifiutato. «Questa vicenda mi ha fatto riflettere sull’importanza del nostro giornale, che è in grado di dare voce anche a chi una voce non ce l’ha, a chi non ha nessuna “autorità”.

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