“Posso stare a casa” Progetto per bambini colpiti da un tumore

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casaDi Benedetto Riga
Il tumore, nelle sue varie forme, è una vera e propria emergenza sociale, in base ai dati della sua diffusione. L’assistenza volontaria ai malati, anche considerando l’allungamento dell’età della vita e l’incremento del numero delle persone anziane colpite dal tumore, è un’attività che sarà sempre più importante e decisiva, per alleviare le sofferenze anche delle famiglie e per diffondere l’esigenza della diagnosi precoce.
Ogni giorno, mille nuovi casi di cancro. L’Associazione italiana registri tumori (Airtum) stima che nel 2014 siano stati diagnosticati 366mila nuovi tumori – esclusi quelli della pelle, per i quali è prevista una classificazione a parte, a causa della difficoltà di distinguere appieno le forme più o meno aggressive – circa 196.000 (54%) fra gli uomini e circa 169.000 (46%) fra le donne. È un dato quantitativamente molto rilevante, una vera e propria emergenza sociale, se si considera che nel corso della vita circa un uomo su due e una donna su tre si ammalerà di tumore. L’assistenza, che dovrebbe essere garantita ai malati e alle loro famiglie, concorre anche a consolidare i dati relativi alle percentuali di guarigione, che negli ultimi anni sono migliorati: il 63% delle donne e il 57% degli uomini è vivo a cinque anni dalla diagnosi.
Il più grande ospedale gratuito a domicilio in Italia. Tra gli Enti che garantiscono quest’assistenza – oltre ad organizzare attività di prevenzione oncologica – occupa un posto preminente la Fondazione Ant Italia Onlus, nata nel 1978 per iniziativa dell’oncologo Franco Pannuti. Dal 1985, la Fondazione ha portato nelle case di oltre 106mila malati di tumore in nove diverse regioni italiane (Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Toscana e Veneto) un’assistenza socio-sanitaria gratuita, completa, continuativa e integrata. Oltre 4.250 persone sono assistite ogni giorno a domicilio da 20 équipes di operatori sanitari – circa 400 professionisti – che garantiscono cure di tipo ospedaliero e socio-assistenziale (cure igieniche, cambio biancheria, biblioteca e cineteca domiciliare, trasporto del paziente da casa all’ospedale per svolgere esami strumentali che non possono essere eseguiti a domicilio). Oltre a progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie – dall’inizio dell’attività sono state visitate più di 104mila persone in 70 province italiane – l’Ant, che raccoglie circa 22 milioni di euro l’anno, frutto in massima parte di libere donazioni provenienti da privati oltre che dai contributi provenienti dal 5×1000 (11%) e da fondi pubblici (18%), promuove anche progetti di formazione e ricerca.
Un’attività dedicata anche ai malati-bambini. Quest’anno, dopo una selezione con bando nazionale, la Fondazione Just Italia Onlus – creata nel 2008 dall’omonima azienda di Grezzana, in provincia di Verona, che distribuisce in Italia i cosmetici naturali svizzeri Just e sostiene i progetti di solidarietà delle Organizzazioni Non Profit, con un grande progetto di ricerca medico-scientifico di portata nazionale, di norma destinato ai bambini e il supporto a una serie di iniziative locali, destinate al territorio – ha deciso di supportare Ant Italia con un progetto intitolato “Posso stare a casa”, che prevede il servizio gratuito di assistenza medica, infermieristica e psicologica direttamente a casa, per consentire quanto più possibile al piccolo malato e alla sua famiglia di avere una vita “normale”. Con i 300mila euro messi a disposizione, Ant Italia assiste circa 140 bambini colpiti da tumore. Nel periodo 2007-2010, la quota dei bambini da 0 a 14 anni malati di tumore è stata pari allo 0,5% del totale.

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