La Veglia diocesana di Pentecoste: Più grande è la carità

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Veglia

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DIOCESI – La Veglia diocesana di Pentecoste nasce come attuazione di un’indicazione del Sinodo diocesano. Si legge al n. 12 : “Le diverse realtà ecclesiali, espressione della creatività e della ricchezza dell’unico Spirito Santo, sappiano vincere eventuali logiche circoscritte e autoreferenziali, per vivere uno stile di relazione fondato sul dialogo, sul confronto e sulla stima reciproca, per una partecipazione sempre più responsabile alla vita pastorale della Chiesa locale.

Le Parrocchie hanno bisogno dell’apporto prezioso e qualificato dei gruppi ecclesiali e da questi vengono arricchite e meglio sostenute nel loro cammino pastorale. Essi sono chiamati a vivere i momenti importanti della vita della Chiesa locale, partecipando corresponsabilmente agli organismi di partecipazione sia diocesani che parrocchiali. Vivere insieme le esperienze comuni è espressione visibile della comunione, che diventa credibile di fronte al mondo.

Tra le molte iniziative, si privilegi la Veglia di Pentecoste diocesana come evento culmine dell’anno pastorale, in cui tutti: presbiteri, Parrocchie e aggregazioni laicali, insieme al Vescovo e guidati dal suo carisma apostolico, mostrino il volto di una Chiesa unita nella comunione, credibile e missionaria”.

La celebrazione della Veglia di sabato 23 maggio, come ogni anno animata dalle realtà ecclesiali, vuole dare davvero visibilità alla comunione per essere non solo una Chiesa in uscita, ma anche una Chiesa credibile perché capace di porre, in un mondo frantumato e diviso, gesti di unità e di fraternità.

Il fatto stesso che, in nessuna chiesa, sabato sera ci saranno celebrazioni dice la volontà della nostra comunità cristiana  di stingersi attorno al Vescovo per essere davvero una cosa sola. Scrive S. Paolo nella lettera ai Corinzi: “2Come infatti il corpo è uno solo e ha molte membra, e tutte le membra del corpo, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche il Cristo. 13Infatti noi tutti siamo stati battezzati mediante un solo Spirito in un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti siamo stati dissetati da un solo Spirito” (12,12-13).

 

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