Dietro il rombo del Gp e la favola dei reali anche poveri e anziani

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monacoSarah Numico

“C’è l’abitudine di pensare che a Monaco non ci siano che ricchi, ma questo non rispecchia la situazione della popolazione monegasca”: lo racconta Michèle Michel, presidente dell’associazione di volontariato “Opera di suor Maria”, che si occupa degli anziani in difficoltà. “Come dappertutto nel mondo, anche qui ci sono persone che hanno salari molto bassi” e quindi fanno fatica a tirare avanti. Sono soprattutto gli stranieri o i pensionati che hanno lavorato “senza essere sempre stati completamente messi in regola e che adesso hanno pensioni modeste”, spiega la signora Michel. L’Opera di suor Maria li aiuta a pagare l’affitto (“e non sono persone che vivono in case di lusso”, specifica) oppure sovvenziona il servizio dei pasti a domicilio o l’aiuto domestico, oppure ancora le spese straordinarie per il dentista o l’apparecchio per la sordità. Certo chi arriverà a Monaco per il Gran premio di Formula Uno del 24 maggio non si accorgerà di niente. Ma anche qui c’è chi chiede aiuto, “come dappertutto. E noi lo diamo”.

Il cestino e la kermesse. L’opera è nata dall’iniziativa di suor Marie, religiosa della congregazione di san Vincenzo de Paoli che a Monaco girava tra i negozi e i mercati con un cestino in cui raccoglieva generi e abiti che poi ridistribuiva tra i bisognosi. Poi 78 anni fa l’idea di fare una kermesse, una fiera di beneficenza, in cui rivendere le cose raccolte, per distribuire il denaro così ottenuto tra i poveri. Con gli anni questa attività è cresciuta di importanza e nel 1974 è nata l’associazione Opera di suor Maria, diretta da volontari laici che hanno cominciato a occuparsene. Ogni anno, sotto il tendone del circo di Montecarlo, in aprile si tiene la kermesse, di due giorni. “Raccogliamo sempre tra gli 80 e i 100mila euro”, riferisce la presidente Michel. L’opera va avanti con le sue sole forze, “senza mai chiedere sovvenzioni statali”. L’unico aiuto che arriva dallo Stato monegasco è la concessione gratuita dei locali per raccogliere la merce che si accumula nel corso dell’anno ed è poi rivenduta nei 38 stand della kermesse: vestiti, libri, giochi, antiquariato… “Alcuni consolati, come il Belgio, l’Italia, la Grecia, la Russia, la Romania, allestiscono un loro stand dove vendono i prodotti dei loro Paesi” e il ricavato va all’opera. E poi ancora c’è un gruppo di signore che durante l’anno si trova per realizzare lavori di cucito, anche questi messi poi in vendita alla kermesse”. Precisa Michel: “Non è un mercato delle pulci dove c’è un sacco di paccottiglia, è una cosa che funziona bene!”.

La ridistribuzione tra gli anziani. “Il denaro raccolto è la nostra risorsa principale che usiamo per pagare gli affitti o le spese per gli anziani”. Così “dopo aver pagato le spese per il tendone del circo, perché quello non è gratuito”, i soldi vengono destinati a diverse iniziative: “Tre volte alla settimana, organizziamo una merenda e attività ricreative per le persone anziane. Non sono necessariamente in difficoltà economica, ma è un momento di convivialità, perché passino del tempo insieme, per festeggiare i loro compleanni, o momenti come Natale e Pasqua”. Anche la solitudine è una forma di povertà. “Due volte l’anno prepariamo 150 pacchi per persone segnalate dai servizi di assistenza sociale, a Monaco e nei comuni vicini. Le richieste d’aiuto sono sempre inoltrate dalle assistenti sociali che verificano la situazione e le necessità effettive delle persone. Noi non abbiamo la possibilità di conoscere le vere necessità”. E poi ancora da qualche anno l’Opera di Suor Maria offre a una quindicina di persone che non potrebbero permetterselo, un soggiorno estivo in montagna, a Saint-Martin Vésubie. L’iniziativa è sostenuta da associazioni monegasche come il Lyons club, quest’anno, che “ci ha aiutato con un lotto di beneficenza organizzato per noi”. Un tempo si facevano anche sfilate di moda per raccogliere soldi, “ma adesso i tempi sono duri e trovare dei sarti che vogliano lavorare per una sfilata di beneficenza diventa difficile”, chiosa madame Michel.

Quanti sono i poveri? Di fronte alla richiesta di dati sulla povertà a Monaco, non è stato possibile reperire informazioni precise, dal momento che l’ufficio di statistica “non ha la possibilità di esaminare i redditi dei monegaschi e quindi non è possibile trasmettere dati precisi relativi alle persone in difficoltà economica”, ha precisato Stephan Laforest de Minotty, dell’ufficio stampa del governo. Dal canto suo, il consigliere di governo per gli affari sociali e la salute, Stéphane Valeri, ha ichiarato che “la politica sociale del Governo Principesco è rivolta esclusivamente ai monegaschi e ai residenti del Principato che hanno bisogno e che sono aiutati dai servizi sociali dello Stato e del comune, e che possono beneficiare di una vasta gamma di aiuti”. Tutti i mezzi “sono messi in campo affinché la popolazione del Principato sia tutelata”. In effetti sui siti istituzionali si trova un elenco di assegni di sostegno destinati a pensionati, anziani, famiglie monoparentali… Però conoscere numeri precisi pare impossibile.

Eppure… “Qui a Monaco ciò che interessa è la famiglia reale. Tutto quello che è accanto interessa meno. Tutti pensano che la ricchezza venga dal Casinò, ma è solo il 3% del reddito e fa parte della leggenda. Ai giornalisti la povertà non interessa”, ha annotato con una vena di amarezza la presidente dell’opera di suor Maria. “Certo, la città è ben tenuta, non c’è un pezzo di carta che sporca o un povero che chiede l’elemosina, perché verrebbe subito richiamato, ma anche qui ci sono i problemi”. Neanche madame Michel sa dire quale sia la portata del problema: “Noi ci occupiamo degli anziani monegaschi, ma a Monaco non ci sono solo i monegaschi”.

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