I giornalisti delle diocesi Marchigiane in visita al porto di San Benedetto, in ascolto delle problematiche dei marinai

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PortoSAN BENEDETTO DEL TRONTO – Giovedì, 14 maggio, i direttori e alcuni collaboratori delle dieci testate dei settimanali diocesani che operano nella nostra regione Marche, si sono ritrovati nella nostra città di San Benedetto del Tronto in preparazione del «Secondo Meeting Nazionale» dei giornalisti cattolici che si svolgerà a Grottammare, Ascoli Pieno e San Benedetto del Tronto dal 18 al 20 giugno.

Originale il luogo dell’incontro: ci siamo ritrovati al porto sia come luogo qualificante della nostra città sia come tangibile esempio della crisi che il mondo del lavoro sta attraversando.

I colleghi giornalisti sono rimasti favorevolmente impressionati dall’ambiente e dalle strutture non sempre doverosamente pubblicizzate, ma, avendo avuto modo di colloquiare con alcuni marinai, in particolare con Marco Castelletti e con il direttore dell’Ufficio Pastorale del Mare Don Giuseppe Giudici, hanno avvertito lo scoraggiamento di uomini che non sentono più da parte della politica la fierezza e l’amore per un mondo che ha portato la città di San Benedetto orgogliosamente a competere con le altre realtà nazionali.

Il perché di questo scoramento lo trovano non solo nella drastica riduzione del prodotto ittico, ma specialmente nella trascuratezza e quasi indifferenza delle Istituzioni, anche nella soluzione di problemi normali ma di vitale importanza, non ultimo il dragaggio del porto.

A tal proposito nell’ultima riunione tra i pescatori e il Sindaco Giovanni Gaspari, il primo cittadino ha assicurato che a breve si terranno i lavori del dragaggio del porto.

In particolare si procederà ad uno scavo largo 70 metri e profondo 3,80. I pescatori però hanno espresso le loro perplessità, affermando che la poca profondità dei lavori potrebbe portare ad un nuovo insabbiamento in tempi rapidi.

Noi giornalisti abbiamo avvertito un senso di paura nell’affrontare l’imboccatura del porto, quasi presagio di possibili sciagure; sentimento raro per la nostra marineria che ha visto gesti eroici nel passato di fronte ad avverse situazioni atmosferiche, ma che oggi si ritrova debole di fronte a certe forme di prolissa burocrazia.

Là dove bisognava agire rapidamente, sono mesi che i fatti restano parole e che stanno suscitando l’ira che, come in passato, è sempre una brutta consigliera.

Si incomincia a parlare di gesti forti per richiamare l’attenzione delle Autorità competenti. Serpeggia la disperazione specialmente quando si è impediti di lavorare e incomincia a scarseggiare il necessario. Di questa situazione risente anche l’indotto, come la cantieristica che deve rinunciare alle commesse di lavoro specie su grandi barche, e il commercio che ruota intorno all’attività portuale.

Una situazione che potrebbe esplodere da un momento all’altro così come l’hanno avvertita i colleghi che  sono venuti da ambienti in cui il lavoro è in altrettanta grave difficoltà.  Tuttavia hanno detto che qui si è di fronte ad una situazione anomala e con un minimo di buona volontà, risolvibile. La visita dei motopescherecci all’attracco per alcuni è stata un’esperienza del diverso sistema di pesca.

Ospiti del Circolo Nautico, a cui va il nostro sentito ringraziamento, si è parlato del prossimo Meeting, di cui “l’Ancora online” va giustamente fiera. Siamo pronti ad ospitare tutte le 190 testate Fisc, i «Pellegrini nel Cyberspazio”,  per parlare di come “Comunicare Dio: «lo sguardo cristiano della notizia»”.

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